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Il matrimonio delle abitudini e il lavoro che diventa vacanza

Il matrimonio delle abitudini e il lavoro che diventa vacanza

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Una sorta di vacanza al contrario. Che parte quando si accetta un nuovo lavoro in un negozio d’arredamenti, per strappare quel senso di vuoto che rallenta la vita quotidiana nei fermi-immagine delle abitudini. Questione di poco tempo, la richiesta di un permesso e la vita di Ning (Christy Mahanani), protagonista di Vakansi yang janggal dan penyakit lainnya (Peculiar Vacation and Other Illnesses), sterza nelle curve di una giornata dove la frizione tra il “caso” e le “regole morali” si scioglie nella cronaca di una timida avventura.

Cominciare a vendere divani nella litania sorridente con cui ci si approccia ai clienti è solo il primo passo di un viaggio, fatto sul furgoncino della ditta per le consegne a domicilio. Ed è lì che l’opera prima del regista indonesiano Yosep Anggi Noen mette il suo scandaglio narrativo, lasciando trapelare piccole malattie esistenziali e timorosi tentativi di riscatto. I silenzi del tragitto si mischiano infatti con i mozziconi di conversazione che Ning intrattiene con il collega al volante, Mur (Joned Suryatmoko).

Parole che piano piano, in una dilatazione fatta di pause, pasti e alloggi temporanei, sbrecciano i blocchi della solitudine e aprono squarci d’intimità affettiva. Un laconico gioco di vuoti e di pieni che asseconda il paesaggio, mentre i dialoghi prendono di mira le convenzioni coniugali, relegando nei non-detti gli sforzi di un recupero sentimentale.

Come viene provato anche dal racconto parallelo del marito di Ning (Muhammad Abe Baasyin), rimasto solo in una casa in periferia dove la tv rimane sempre accesa su una trasmissione che combina matrimoni.    

Lorenzo Buccella
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