News from the Locarno Festival
 

Numeri primi

Numeri primi

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Giovedì 2 agosto, Cambusa, ore 23.00. Al quarto livello delle ex scuole propongono le loro musicalità insistite i Kovlo, quartetto ticinese strumentale (tre corde, una percussione), che ha composto la colonna sonora originale del lungometraggio Tutti giù.

Il locale è ampio, un bancone smilzo dietro cui fanno pendolo due giovani alle prese con fusti di birra e bicchieri di plastica che sostituiscono le più tradizionali e luminescenti stanghe.

Due fotografi e un videoamatore circolano indaffarati, scansano gli spettatori, scattano, riprendono, guardano i piccoli schermi dei loro macchinari portatili.

Le sonorità vibranti fanno immaginare camminate lungo reti metalliche di gioventù in formazione, suscitano campi lunghi saltati fuori dagli spazi angusti di una Lugano che, forse, non è più solo gioiellerie e sale da té, istituti di credito, ma i graffiti che si trovano dietro l'angolo, rampe per monopattini reali o esistenziali oltre cui ci può essere l'ascesa, il riscatto, l'abisso. Spicchi di Ticino che cercano o meritano internazionalità.

Venerdì 3 agosto, fuori da La Sala, ore 18.25. La gente che esce dalla proiezione si copre gli occhi con una mano all'incontro con il sole. È appena finito Holy Motors, di Leos Carax, un lungometraggio visionario che traccia un limite tra logica ed estetica. Un giovane parla animatamente, le braccia scattano, cerca conferme.

Il film ha senso, sostiene. Una coppia di una certa età non ha dubbi: una volgarità. La donna se ne va sventolando la parte inferiore della gonna blu, il marito la segue muovendo la testa in su e in giù.

Una ragazza è ferma in mezzo al prato, trasuda sorrisi, i suoi occhi azzurri non cercano conoscenti con cui incontrarsi, smorfie anonime con cui confrontarsi. Poco oltre la roronda una ragazza in disiva del festival ferma i passanti da dierto un leggio, consegna volantini, inviti, chiede pareri.

Una statua vivente laccata marrone-oro scende da un piedetsallo, si siede, inarca la schiena, un signore con un bambino sulle spalle getta un moneta nel vaso di rame ai suoi piedi.

Due adolescenti bianchi, blu e rossi tirano un enomre televisore sponsorizzato, bardato di velluto rosso, sghignazzano per lo sforzo.

I personaggi di Carax invadono Locarno.

Tommaso Soldini
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