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David Wnendt, Charlotte Roche e il cast di Feuchtgebiete

David Wnendt, Charlotte Roche e il cast di Feuchtgebiete

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David Wnendt (regista)

Il libro di Charlotte Roche da cui ho tratto Feuchtgebiete mi è piaciuto moltissimo, è pieno di humour e ritrae una donna con moltissime sfaccettature: vulnerabile, ribelle, anticonformista. Ho cercato di mostrarlo nel film. Il casting per scegliere la protagonista è stato molto intenso, ma Carla Juri ci ha convinti fin da subito: era l’ideale per incarnare il mix di ribellione e fragilità, d’anticonformismo e al contempo d’innocenza che caratterizza il personaggio di Helen.

Carla Juri (attrice)

Alcuni credono che la figura di Helen sia puramente provocatoria e che il suo fine sia scandalizzare gli altri, ma dimostrano di non aver capito il film: Helen non agisce mai per calcolo, è un personaggio molto più complesso: ha dei problemi esistenziali che i genitori rifiutano e cerca di esprimerli manifestando così la sua solitudine. Ma bisogna capire che il suo infrangere i tabù non è intenzionale, nessuna sua azione è calcolata per un fine preciso.
Ho richiesto una controfigura per le scene legate alla sfera intima; non ero certa di averne bisogno, ma volevo evitare un’inutile tensione.

Axel Milberg (attore)

Alcuni considerano Feuchtgebiete disgustoso, ma bisogna accettare questo lato del film. Il primo riflesso vedendolo può essere di dire “puzza, sgocciola, non è bello”, ma queste cose appartengono alla nostra quotidianità, le portiamo con noi in ogni momento della nostra vita. Questo film ci spinge a guardare qualcosa che è ancora un tabù: vediamo ciò che sgocciola e puzza, ma al contempo ciò non intacca la dignità dei personaggi. È questo che conta.

Peter Rommel (produttore)

Trovo interessante che certa stampa abbia già iniziato a criticare il film senza nemmeno averlo visto; è bastata l’idea di ciò che poteva venire mostrato a eccitare i media. Noi abbiamo cercato di mantenere la calma e certo non abbiamo fomentato la campagna contro il film.

Charlotte Roche (autrice del libro)

Trovo il film ottimo, molto meglio di quanto potessi sperare. So che per un autore è raro dirlo, e infatti io ero molto nervosa durante gli anni di preparazione del film, pensando che non mi sarebbe piaciuto. Temevo che il regista non cogliesse quello che per me era un elemento chiave, lo humour, e invece guardando Feuchtgebiete si ride moltissimo. Lo considero un film davvero riuscito.

Quando ho visto il film per la prima volta sono rimasta molto stupita: i protagonisti non sono quasi truccati, una cosa che al cinema si vede di rado. La protagonista per esempio aveva dei brufoli, che in genere vengono nascosti. Questo è molto fedele a ciò che volevo fare nel libro, ma in qualche modo l’effetto, essendo visivo, è ancora più efficacie. Alla fine del film capiamo che il corpo non è una cosa schifosa di cui vergognarsi: comunque sia fatto ha la sua bellezza.

Noi donne abbiamo iniziato ad emanciparci troppo tardi: abbiamo bruciato i reggiseni ma non abbiamo risolto tutti i problemi, dobbiamo ricominciare da capo.

Sara Groisman
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