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Un americano a Parigi. E una ballerina di cha cha cha

Un americano a Parigi. E una ballerina di cha cha cha

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«Ho sempre confidato nella gentilezza degli sconosciuti». La famosa frase williamsiana della Blanche di A Streetcar Named Desire potrebbe star lì a far da incipit al nuovo film della regista amburghese Sandra Nettelbeck. Un bus, un inciampo poi un gesto gentile imprevisto di una giovane insegnante di cha-cha-cha (Clémence Poésy) che finisce per bucare la depressa scorza di solitudine di un professore americano (il due volte premio Oscar Michael Caine) che, vedovo, vive a Parigi, senza spiccicare una parola di francese.

È sullo spartito agrodolce di un’amicizia casta pronta a colmare un divario anagrafico di 50 anni che prende le mosse romantiche Mr. Morgan’s Last Love. Un film, tratto dal romanzo La Douceur assassine di Françoise Dornerma che, nel travaso cinematografico, cambia la nazionalità del professore (nel libro è francese), perché oltre alla differenza d’età qui s’inserisce - nemmeno tanto in sottotraccia - quella garantita dallo scontro di stereotipi tra due culture pronte ad annusarsi con diffidenza, come quella americana e quella francese.

Del resto, il bilancino emotivo della vicenda s’innerva proprio sulla tematica dell’incontro che pian piano si fa confronto e scoperta, allargando perimetri e desideri di vita dei protagonisti. Una dolce dilatazione che però non può non arrivare a coinvolgere sospetti, pregiudizi e trame del passato, che s’innestano sul corpo del film con l’entrata in scena dei familiari, inoculando la sostanza amara del racconto.

Struttura ad abboccamento tra mondi diversi che la Nettelbeck aveva già adottato in maniera similare nelle cucine del suo debutto cinematografico Bella Martha, passato a Locarno in Piazza Grande nel 2001 e dove recitavano Martina Gedeck e il Pardo alla carriera di quest’anno Sergio Castellitto.

Lorenzo Buccella
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