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Stavolta l’euro-bond è un agente segreto

Stavolta l’euro-bond è un agente segreto

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In tempi di un’Europa sempre meno compatta e vittima piuttosto di spinte e scelte disgreganti, l’idea stessa di una fantomatica unità speciale segreta comunitaria, composta dai migliori agenti del continente, è di per sé una delle più surreali e divertenti.

La promessa fatta dall’immancabile generale pluridecorato ai suoi era che «Europe desperately needs us», ma otto anni sono passati dal post-11 settembre e l’agente tedesco Koralnik attende ancora la sua prima missione con licenza di uccidere. Proprio come quell’Unione Europea che l’aveva arruolato, anche lui è ormai a pezzi: la promessa di un radioso futuro è alle spalle di entrambi, logorati l’uno dalla solitudine e dall’attesa, l’altra da una crisi che ne ha minato le fragili basi.

Un giorno finalmente lo smartphone di Koralnik, a lungo compulsivamente consultato senza successo, annuncia l’assegnazione di una missione, ma non potrebbe succedere nel giorno più sbagliato: quello in cui nella sua vita fa irruzione Rosa. La spy-comedy di Florian Mischa Böder, nato nel 1974 e formatosi alla Academy of Media Arts di Colonia, punta tutto sul talento della star tedesca Benno Fürmann, capace di passare dalla fisicità già esibita in La principessa + il guerriero di Tom Tykwer, Mutant Chronicles e Speed Racer, ma anche in Jerichow di Christian Petzold, a un lavoro su espressioni e gestualità disfunzionali che sembrano essere ingredienti indispensabili di questo sotto-genere, se pensiamo al Mike Myers di Austin Powers, al Rowan Atkinson di Johnny English, e a Chevy Chase e Dan Aykroyd in Spie come noi.

A guardarla bene la vita di un agente segreto sembra davvero quella di un maniaco ossessivo-compulsivo scostante, e che qualcosa si spezzi in quell’equilibrio fatto di maglie dolcevita, Mercedes superaccessoriate e valigette di pelle, tutte rigorosamente nere, sarà inevitabile e molto divertente.

Sergio Fant
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