News from the Locarno Festival
 

I mille volti di un istrione

I mille volti di un istrione

Share:

© Alessio Pizzicannella

I mille volti di un istrione

Share:

Previous Next

Quando si parla di grandi attori italiani, i nomi che vengono maggiormente citati sono quelli di Marcello Mastroianni o Vittorio Gassman. 

A livello di puro talento attoriale Giancarlo Giannini merita senza dubbio di essere accostato a tali illustri colleghi. 

Dalla collaborazione viscerale, cinematograficamente sfrontata con Lina Wertmüller negli anni ’70 è prepotentemente emerso infatti un attore capace di indossare le maschere sceniche più disparate e riempirle con una mimica di folgorante potenza espressiva, senza però rinunciare alla caratterizzazione della vita interiore del personaggio. 

Dopo essere “esploso” nel 1970 proprio accanto a Mastroianni e Monica Vitti in Dramma della gelosia…tutti i particolari in cronaca, per la regia di Ettore Scola, Giannini ha cementato il suo legame artistico con la Wertmüller e con Mariangela Melato con Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972), prima commedia della coppia a dettare il tono delle loro collaborazioni future. Da quel momento i loro film più importanti saranno impostati su una satira sociale, storica e politica irriverente, spesso virata attraverso la lente deformante del grottesco e accompagnata da uno stile di recitazione barocco, costantemente sopra le righe. Col successivo, magnifico Film d’amore e d’anarchia (1973), storia di uno squinternato anarchico venuto a Roma per tentare di assassinare Mussolini, il trio riesce a migliorarsi: l’equilibrio tra pochade di costume e introspezione psicologica si fa più efficace, e l’attore si guadagna una meritatissima Palma d’Oro a Cannes per la sua interpretazione. 

Il capolavoro assoluto della coppia Giannini/ Wertmüller arriva però nel 1975: con Pasqualino Settebellezze la riflessione amarissima sulla condizione umana raggiunge un’intensità drammatica prima sconosciuta. Attraverso le vicende tragicomiche di un guappo napoletano finito in un campo di concentramento nazista dopo mille traversie la regista realizza una parabola umana indimenticabile.

L’attore costruisce con minuzia certosina un uomo senza qualità che cerca di sopravvivere ad ogni costo, compreso quello della propria stessa umanità. Un’interpretazione potente, dolorosa, semplicemente straordinaria. Per Giannini arriva addirittura la nomination all’Oscar come miglior attore, mentre per la Wertmüller quella alla regia (prima donna nella storia del cinema).

Da quel momento si sono aperte per l’attore le porte del cinema internazionale: nel corso degli anni sono infatti arrivate collaborazioni eccellenti quali quelle con Francis Ford Coppola, Ridley  e Tony Scott, Rainer Werner Fassbinder, Guillermo Del Toro e molti altri cineasti. Testimonianze indiscutibili della bravura e del carisma di un attore capace di cambiare costantemente volto, di reinventarsi dietro maschere istrioniche destinate a restare impresse nel nostro immaginario.  

Adriano Ercolani
Nützliche Links

Follow us