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Guglielmo Tell chiede asilo

Guglielmo Tell chiede asilo

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Prendi l’eroe svizzero per eccellenza e cappottalo in un teatro dove a metterlo in scena sono un gruppo di richiedenti l’asilo. Con tutte le frizioni d’immaginario che, oscillando tra la favola, il mito e l’angolo più urgente della realtà contemporanea, vengono filtrate attraverso l’imbuto di una commedia sociale capace di mettere sulla stessa frequenza reazioni divertite e riflessioni appuntite. S’inserisce idealmente così, in quel lungo corridoio storico del cinema svizzero che spazia da capisaldi come Die Schweizermacher di Rolf Lyssy fino alla Beresina di Daniel Schmid, il nuovo lavoro di Peter Luisi, Schweizer Helden.

Film centrati sul racconto dell’identità di un paese che cambia nel rapporto con le figure “altre” o “straniere”, senza rimuovere il graffio dei problemi, ma al tempo stesso mantenendo quei toni leggeri che consentono di scandagliarne la radice umana. A maggior ragione se qui questa nuova rilettura del Guglielmo Tell, come patrimonio di valori civili comuni, sprofonda nell’atmosfera innevata di un classico conte de Noël dove una fortuita casualità mette in contatto diversi tipi di isolamenti. Da una parte c’è la frustrata Sabine (Esther Gemsch), signora abbandonata da tutti, ex-marito, figlie e amiche, a pochi giorni dai festeggiamenti, dall’altra un eterogeneo drappello di rifugiati che vive intruppato in un centro d’accoglienza nell’attesa del responso delle autorità che decreterà la possibilità di rimanere in Svizzera o l’espulsione verso il paese d’origine.

Le privazioni del destino fanno il resto, con l’attività ricreativa natalizia del centro che viene cancellata all’improvviso e la voglia di rivalsa di Sabine che attraverso il suo hobby teatrale trova la molla per rendersi utile. Da lì, il passaggio alla volontà di creare uno spettacolo per la sera di capodanno è presto fatto, con tutto il corollario di conseguenze. A partire dalla pièce scelta, il Guglielmo Tell di Schiller, prende l’avvio tutto l’orologio delle coincidenze e delle circostanze che si muove secondo gli spartiti a classici su-e-giù della commedia. Tra drammi personali, difficoltà linguistiche e Guglielmi Tell neri che si stagliano sul bianco della neve, finisce per emergere così, sulle assi di un palco di Altdorf, una storia d’insieme che cresce sui fili interrotti delle tante storie che questi immigrati portano con sé.

Lorenzo Buccella
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