News from the Locarno Festival
 

Nuits blanches sur la jetée

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Paul Vecchiali, regista
“Per caso ho visto uno dopo l'altro il film di Bresson e Visconti ispirati a Le notti bianche, due capolavori, non avevo mai letto il libro. L'ho comprato e ho scoperto quanto sia legato al masochismo. Volevo mettere in luce questo aspetto che si ritrova anche in Memorie del sottosuolo e in altri testi di Dostoevski, ma che mi sembrava poco esplorato negli adattamenti cinematografici”.

“Ho chiesto ai miei attori di imparare bene prima il testo, con molte prove. Volevo girare le scene in continuità e possibilmente con il minor numero di ciak. Nel finale, uno dei dialoghi, è stato rigirato tredici volte, ma gli altri sono stati realizzati in un'unica volta. Credo molto in una preparazione degli attori che avviene prima di essere sul set, una volta che si gira volevo che fossero totalmente nei personaggi e non pensassero a se stessi, a quello che stavano facendo”.

“Ho scelto di girare il film in un luogo che conosco molto bene, perchè è vicino a dove abito. Mi affascinava molto il muro di cemento armato vicino al molo: una scenografia molto contemporanea dove far rivivere un testo del passato. Come se fosse il fondale del teatro”.

“La lingua del film è molto curata. Sono contro a come si parla nei film francesi contemporanei: non si capisce nulla. Lo chiamo neo-naturalismo, purtroppo ha molto a che fare con la pubblicità e la televisione, ben poco con la ricerca cinematografica”.

Pascal Cervo, attore
“Per arrivare preparati sul set abbiamo ripetuto molte volte il testo insieme passeggiando lungo il Canal Martin. In tanti set si ha l'impressione di recitare, invece con Paul si fa un film e non si ha tempo di pensarci. È una questione di come lui organizza il lavoro con gli attori”.

Astrid Adverbe, attrice
Quando Paul Vecchiali mi ha contattato per il ruolo mi ha detto che Natacha sarebbe stato un personaggio difficilissimo: “dovrai recitare l'assenza e la presenza, perchè è una donna presente che è anche un fantasma”. Una bella sfida! Ho rivisto il film di Luchino Visconti e la scena della danza è un omaggio a questo capolavoro: Paul mi ha chiesto di ballare posando una mano sulla testa, ricordando quell'indimenticabile sequenza”.

 

Daniela Persico
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