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Jigeumeun matgo geuttaeneun teullida – Tutto giusto, tutto sbagliato

Jigeumeun matgo geuttaeneun teullida – Tutto giusto, tutto sbagliato

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Jigeumeun matgo geuttaeneun teullida (Right Now, Wrong Then) è pensato come un racconto in due parti, simmetriche e speculari. Tutto inizia con l’arrivo di un cineasta nella città di Suwon. (Lasciatemi dire che sarebbe interessante un giorno provare a tracciare una mappa della Corea attraverso le città di provincia descritte da Hong che, da questo punto di vista, si comporta come un meticoloso cartografo dando modo di identificare strade, incroci ma soprattutto bar e ristoranti.) L’incontro casuale con una giovane pittrice e la successiva insistenza a far sì che diventi una storia è ormai un punto fisso e il piacere sta – come accade in un repertorio jazzistico – nel capire che tipo di variazione sarà offerta.

Il tratto distintivo di Jigeumeun matgo geuttaeneun teullida (Right Now, Wrong Then) è dunque la comparazione tra due possibili storie, dove la prima serve a rilanciare la seconda, in una sorta di gioco di specchi in cui l’una fa le veci del “documentario” (versione deludente) e la seconda di “finzione” (versione avvincente). Da un punto di vista stilistico Hong Sang-soo sembra sempre più deciso nell’epurare il suo linguaggio da ogni ridondanza, la messa in scena appare funzionale a porre in rilievo ciò che davvero gli interessa, il gioco tra parole e pensieri. Parole che seducono e parole che esprimono un sincero sentimento, parole che scappano dalla bocca e parole che arrivano diritte al segno…

Il cinema è la registrazione di una commedia umana, dove i sentimenti sono solo l’ultima conseguenza di un gioco di ruolo, con le parti in campo in costante movimento. È questa ronde che rende i film di Hong Sang-soo sempre affascinanti e sempre nuovi, capaci di opporsi allo schematismo di una società preda di regole immutabili.

Carlo Chatrian
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