News from the Locarno Festival
 

Walden

Histoire(s) du cinéma

Tutta l’opera di Jonas Mekas è un viaggio nella memoria, a partire da quella frammentaria e epifanica legata alla sua famiglia, quella negata e dimenticata di un popolo in eterno movimento, quella trasfigurata di un poeta contemporaneo che cerca nell’instabilità dell’immagine cinematografica una nuova dimensione. Primo tra i film-diario che costellano la carriera del filmmaker lituano emigrato a New York, Walden segue una “vita tra i boschi”, quella del cineasta e della sua famiglia, costruendo una partitura divisa in atti che suggellano i diversi stati dell’essere e del riuscire a cogliere la vita. Attimi di gioco in famiglia, lo spettacolo di un circo di passaggio, le domeniche con gli amici, qualche viaggio in Europa e poi gli incontri con John Lennon e Yoko Ono, con Allen Ginsberg e Jack Kerouac… In un flusso d’arte e di vita che il cineasta sa fermare grazie all’estrema mobilità della sua Bolex. «I am only celebrating what I see. I am searching for nothing – I am happy» recita la sua voce narrante, che sembra travalicare il tempo e riportarci al presente. Dal 1969 di Walden al 2016 di I Had Nowhere to Go, ritratto di Mekas ad opera di Douglas Gordon presentato nel Concorso Cineasti del presente, la forza del suo commentario resta intatta e continua a interrogarsi sullo statuto dell’immagine in movimento.

Daniela Persico
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