News from the Locarno Festival
 

Pescatori di corpi

Concorso Cineasti del presente

Pescatori di corpi

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Per la seconda volta dopo ‘A iucata, Pardino d’oro nel 2013, il regista Michele Pennetta, formatosi alla SUPSI in Ticino e all’ECAL di Losanna, porta al Festival una storia siciliana. Se in ‘A iucata si calava nel mondo delle corse clandestine di cavalli nel catanese, questa volta risponde all’appello rappresentato dalla tragedia dei naufragi nel Mediterraneo, cui già altri documentaristi hanno reagito raccontando il rapporto tra siciliani e migranti – basti pensare al presidente della giuria del Concorso internazionale 2014 Gianfranco Rosi, con l’Orso d’Oro berlinese Fuocoammare, o a Lampedusa in Winter di Jakob Brossmann, alla Semaine de la critique nel 2015. Rispetto a loro Pennetta lascia morte e disperazione nel fuoricampo, che scandaglia usando la camera come un sonar che scruta volti, gesti e silenzi alla ricerca di riflessi del dramma che si sta consumando in mare aperto. Protagonisti sono un immigrato che una volta approdato ha trovato rifugio in un bastimento abbandonato, le cui giornate sono scandite dalle telefonate ai familiari rimasti in Siria, e l’equipaggio siciliano di un peschereccio, che tra pesci e crostacei trova nelle reti sempre più indumenti, e attende le chiamate via radio che ordinano di partecipare ai salvataggi. In un tale mondo popolato da naufraghi, le cui vite galleggiano tutte tra un passato doloroso e un futuro incerto, come poter solo immaginare l’assenza di solidarietà? Eppure quelle centinaia di corpi in fondo al mare tanti pensano sia uno spreco tentare di recuperarli, per renderli ai familiari: naufraghi sono anche loro, senza la bussola dell’etica o anche solo della pietà, in un mare di cinismo.

Sergio Fant
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