News from the Locarno Festival
 

Beduino

Signs of Life

Beduino

Share:

Si può ancora oggi dire e filmare qualcosa che non sia immediatamente riconducibile alle categorie del senso comune o dell’essere comunicabili? Qualcosa che inviti lo spettatore a cercare liberamente la sua strada e a provare l’ebbrezza di un cammino senza guida né orientamento? Qualcosa che, letteralmente, non abbia precedenti? Sì, se il cineasta in questione si chiama Júlio Bressane. Non a caso Beduino comincia lì dove finiva Educação Sentimental (in Concorso a Locarno 2013), sul set che si rimette in moto e la troupe al lavoro che circumnaviga la scena fra differenza e ripetizione. Il boudoir dove avviene il gioco a due erotico-filosofico – protagonisti la bellissima Alessandra Negrini e Fernando Eiras (entrambi già molte volte con Bressane) – diventa subito un teatro magico: le prime due parole pronunciate, dopo oltre dieci minuti di puro sisma onirico, sono amore, umore. Come miraggi si susseguono siderali deviazioni del senso: piramidi, una donna d’Oriente che viene dal passato, corvi, coccodrilli, passeri notturni, pendoli di Foucault, treni che corrono su promontori femminili, guerre casalinghe, piccoli teatri d’amore, calici misteriosi. Gli estratti da altri film di Bressane non sono più solo memorie ma storie, sogni, personaggi che infine giungono con Beduino a uno stato psico-fisico del tutto nuovo. Tutto si spalanca su un abisso che ribolle e che sogna l’auto-rigenerazione.

 

Lorenzo Esposito
Nützliche Links

Follow us