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Viejo calavera

Concorso Cineasti del presente

Viejo calavera

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Appena arrivato nella pericolosa città boliviana di Huanuni, il giovane Elder Mamaní riceve l'ambito posto di suo padre, deceduto in fondo a una miniera, grazie all'intercessione dello zio Francisco. Ma Elder è un totale disastro: del lavoro non potrebbe importargliene meno, preferisce bere, sballarsi, far festa tutta la notte  – e in mezzo a quel mondo desolato, chi potrebbe biasimarlo? Disceso in abissi labirintici, Elder scopre presto che l'oscurità che lo circonda si estende anche alle circostanze della morte del padre. Ma la chiarezza non è un'opzione, quando ci si immerge sempre più nelle miniere buie e misteriose…

Il consumo di alcol gioca un ruolo significativo nella cultura boliviana, specialmente nelle miniere (prima di scendere, i minatori offrono un sacrificio di alcol al diavolo per espiare il loro sfruttamento della terra) e Viejo calavera, profondo debutto di Kiro Russo, esamina questa nebbiosa condizione dell’essere senza giudicarla. La macchina da presa si muove nei corridoi oscuri degli spazi angusti, e anche nel montare inserti vertoviani di squadre di minatori a lavoro, Russo tenta di trovare l’umanità, talvolta offuscata in questo vuoto, le cui stranezze sono osservate attraverso gli occhi di un Elder spesso ubriaco. Viejo calavera è volutamente un film dark, sia in senso figurato che letterale – in termini di visione e moralità. Con grande prontezza, Russo filma i suoi attori non professionisti nel loro ambiente familiare, praticando un neorealistico “cinema in mezzo alla gente”, e ci mostra che, anche alla luce del giorno, il pericolo è sempre presente e non ci sono soluzioni facili.

 

Mark Peranson
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