News from the Locarno Festival
 

Intervista a Kate Moran

Giuria Concorso internazionale

Kate Moran

Share:

© Sabine Cattaneo

La sua formazione è eccentrica rispetto al cinema, quando ha iniziato a recitare?

Fin da bambina ho avuto una passione, che non era quella per il cinema ma quella per la danza. Ho iniziato ballo classico quando avevo tre anni e ho continuato fino ai quindici, poi ho scoperto il teatro che mi ha conquistata e sono andata a New York seguendo corsi che mescolavano queste due discipline. Il cinema è arrivato solo più tardi: un professore francese alla New York University mi ha consigliato di proseguire la mia formazione a Parigi e lì ho iniziato a recitare.

 

Di questa sua formazione “anomala”, cosa pensa possa trasmettersi nel suo modo di recitare?

Forse, rispetto ad altri attori, faccio più attenzione al corpo: il dolore o la gioia sono emozioni che nascono in noi e affiorano nel modo di camminare, muoversi, stare. Più che alla psicologia del personaggio, faccio attenzione a come i sentimenti cambiano il nostro corpo. La danza inoltre è fatta di un'estrema disciplina e attenzione per i dettagli, due caratteristiche essenziali anche sul set.

 

Ha recitato più volte con il regista Yann Gonzalez, prima nei suoi corti e poi nella sua opera prima, Les Rencontres d'après minuit. Il vostro è un rapporto speciale, lei è una musa per questa promessa del cinema francese.

Il rapporto con Yann in effetti è molto speciale: mi ha vista in uno spettacolo teatrale in cui era coinvolto suo fratello. Poi mi ha cercato e ha scritto una parte per me. Ovviamente l'offerta mi ha estremamente fatto piacere. Credo di avere con lui un'estrema affinità e sul set si capisce molto bene, spesso non c'è neppure bisogno che ci diciamo troppo, capisco subito cosa desidera da me. Continueremo la nostra collaborazione anche nel prossimo lungometraggio, che si girerà in aprile, in cui saranno coinvolti ancora una volta Nicolas Maury e Niels Schneider; inoltre si unirà a noi Vanessa Paradis.

 

In questi anni ha lavorato con autori estremamente diversi tra loro, maestri del cinema contemporaneo come Greenaway e Bonello o giovani promesse come Zlotowski e Gonzalez: quali sono le esperienze che l'hanno segnata di più?

I nomi citati appartengono alla rosa di registi che ammiro di più in questo momento. Con ciascuno di loro ho vissuto un'esperienza formativa forte, qualcosa che supera quello che si vive sul set ma arriva da altri progetti sviluppati con loro. Con Greenaway è stato speciale perché sul set di Goltzius and the Pelican Company eravamo una cinquantina di attori teatrali provenienti da tutta Europa. Invece con Rebecca Zlotowski e Bertrand Bonello abbiamo un vero e proprio scambio: con entrambi ho scritto dei testi per il teatro, oltre ad aver partecipato ai loro film. C'è un rapporto in cui convivono una profonda comprensione e una vivace creazione artistica.

 

È a Locarno come giurata: da spettatrice cosa piace a Kate Moran?

Questa esperienza di giuria è molto stimolante: mi piace avere delle giornate dedicate soltanto alla visione e alla discussione dei film. Non rivelerò nulla di quello che sto apprezzando qui, ma posso invece parlare di un film che mi è piaciuto enormemente e ho visto a Parigi un mese fa: Diamant noir di Arthur Harari, in cui recita Niels Schneider. Un peccato che non sia andato in nessun festival! 

 

Daniela Persico
Nützliche Links

More info

Jobs
Contacts

Follow us