News from the Locarno Festival
 

Panorama Suisse

Amateur Teens

Share:

Bei Wind und Wetter

Share:

Calabria

Share:

Das Leben drehen – Wie mein Vater versuchte, das Glück festzuhalten

Share:

Köpek

Share:

Late Shift

Share:

Nichts passiert

Share:

Raving Iran

Share:

Rio Corgo

Share:

The Chinese Lives of Uli Sigg

Share:

Previous Next

La sezione indipendente Panorama Suisse ci porta a spasso per il nostro Paese, facendoci conoscere le migliori opere prodotte nell'ultimo anno. Un viaggio in cui anche il pubblico è protagonista grazie all'interattività di un'app

Il voto del Festival del film Locarno alla produzione cinematografica elvetica dell'ultimo anno? Dieci, anzi no: undici. Con lode. Grazie alla sezione Panorama Suisse anche gli spettatori locarnesi possono godere delle migliori opere svizzere, accuratamente selezionate da una commissione composta da rappresentanti delle Giornate di Soletta, dall'Accademia del cinema svizzero e di SWISS FILMS. Una sezione indipendente composta da undici titoli (cinque lungometraggi, altrettanti documentari e un cortometraggio d'animazione) attraverso la quale (ri)scoprire la Settima arte di casa nostra.

Le sfide a cui siamo chiamati quotidianamente dalle nostre famiglie rappresentano uno dei temi più battuti: in Aloys, di Tobias Nölle, un uomo affronta la vita attraverso il confortante filtro di una videocamera, un equilibrio sconvolto dalla morte del padre che lo obbligherà a bucare l'obiettivo. Un papà, la sua prole e una videocamera sono anche al centro di Das Leben drehen – Wie mein Vater versuchte, das Glück festzuhalten, in cui la regista Eva Vitija racconta di come ha ricevuto dal genitore (il cineasta Joschy Scheidegger) un lungometraggio dedicato alla sua crescita. Un'eredità per lei sconvolgente, con la quale verrà a patti solo dopo la morte del padre. E mentre il padre di Nichts passiert (scritto e diretto da Micha Lewinsky) deve gestire moglie, figlia e la figlia del suo capo in una vacanza tra le Alpi svizzere, Bei Wind und Wetter (il corto d'animazione firmato da Remo Scherrer) vede un bambino di otto anni in lotta con l'alcolismo della madre.

Coralità, conflitto e collaborazione sono ritrovabili anche in Amateur Teens, nel quale Niklaus Hilber ci trasporta in una scuola media di Zurigo per conoscere un gruppo di adolescenti alla ricerca della verità, tra quotidianità e tragedia. La morte di un immigrato calabrese in Svizzera lancia invece Calabria di Pierre-François Sauter, costruito sull'incontro-scontro tra due impiegati della società di pompe funebri che si occupa del trasporto della salma verso il sud Italia: Jovan, di origini serbe, che crede nella vita oltre la morte e José, un moderno San Tommaso.

Sfora i confini nazionali anche Köpek, diretto da Esen Isik, ambientato a Istanbul e della serie “tre film in uno”: c'è Cemo, che vende fazzoletti per strada e si innamora a solo dieci anni; Hayat, sposa schiava delle gelosie del marito ed Ebru, prostituta transessuale che vive i suoi sentimenti tra luci e ombre. Il viaggio prosegue verso Teheran grazie ai DJ di Raving Iran (la regia è di Susanne Regina Meures) che negli scorsi giorni hanno animato anche il palco de laRotonda e il nord del Portogallo, in cui Silva – un mariachi europeo dal folto baffo e l'avvincente storia – riempie lo schermo di Rio Corgo (di Maya Kosa e Sérgio da Costa).

Altrettanto interessante il profilo di Uli Sigg, di origini svizzere ma grande collezionista ed esperto d'arte contemporanea cinese (The Chinese Lives of Uli Sigg, di Michael Schindhelm), mentre il mondo dell'arte ingloba anche il pericoloso vortice in cui un furto ai danni di una casa d'aste londinese getta un giovane studente di nome Matt; il film è Late Shift, il regista Tobias Weber. Come è andata a finire? A deciderlo è stato il pubblico, che grazie all'applicazione interattiva CtrlMovie ha guidato il protagonista nel corso del film lo scorso 9 agosto, e ne ha deciso le sorti.

Mattia Bertoldi
Nützliche Links

Follow us