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Amori che non sanno stare al mondo

Piazza Grande

Amori che non sanno stare al mondo

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Per secoli il cantar d’amore è stato codificato dagli uomini, rendendo le donne non solo un terreno di conquista ma privandole anche degli strumenti per esprimersi. Contro quest’assunto si scaglia la protagonista del nuovo film di Francesca Comencini. Claudia è, fin dalla prima immagine, decisa a prendere in mano il proprio destino e le parole con cui dirlo. È lei la narratrice, l’autrice e il soggetto della storia, che ha come partner e antagonista Flavio, un professore che vive serenamente la sua maturità e usa il suo carisma per sedurre colleghe e studentesse. Claudia ne ripercorre l’avventura, dall’incontro all’innamoramento, dall’illusione dell’attimo eterno alla ricaduta a terra. Se le tappe sono quelle consuete, più originale è la scelta di includerle in un lungo flusso di pensiero.

Imperniato su una prova attoriale unica, Amori che non sanno stare al mondo è un film esuberante, come la sua protagonista, una straordinaria Lucia Mascino. Un film pensato come omaggio alle donne, alla loro storia e alla loro sofferta indipendenza. Giocando su una grande varietà di spunti cinematografici e su una narrazione dettata dalla voce off della protagonista, Francesca Comencini alterna momenti di comicità ad altri più riflessivi, sprazzi di teatro a un uso libero dell’archivio, intermezzi teatrali e camei gustosi, come quello di Iaia Forte. Un po’ alla volta lo sguardo si allarga e include altri personaggi, per lo più femminili. Questi si pongono come possibili specchi e alter ego della protagonista e producono il sentimento di un pensiero collettivo. Amori che non sanno stare al mondo non è dunque un ritratto di donna, piuttosto una riflessione sull’essere donna, contro ogni stereotipo e pregiudizio, trattando con una buona dose di ironia quel surplus di sentimento che esalta e rende fragile il gentil sesso.

Carlo Chatrian
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