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I calzolai sono curati peggio

L’Ordre des médecins - Piazza Grande

I calzolai sono curati peggio

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“Basato su eventi reali”. Il film avrebbe potuto iniziare, come molti altri, con una didascalia su sfondo nero. Invece L’ordre des médecins si diverte ad andare controcorrente. Pensiamo che si tratti dell’ennesimo film ospedaliero, ma in realtà è un film sulla famiglia. Ci aspettiamo azioni eroiche, ma c’è solo impotenza. Invece di scene ambientate in sale operatorie frenetiche e scintillanti che fanno “bip”, Simon (Jérémie Renier) trova conforto nel seminterrato dell’edificio, dove il labirinto di tubature riflette il suo stato d’animo. Il primo lungometraggio di David Roux è radicato in una profonda intimità: scava nei suoi ricordi d’infanzia per descrivere l’ospedale come un posto di vita, dove si cammina molto, e come il luogo che ha conosciuto quando visitava i genitori, entrambi capireparto. Suo fratello, anch’egli medico, si chiama Simon, ed è su di lui che il regista proietta le proprie paure e angosce. E poi c’è il lutto per la morte della madre, un evento che lo tormenta e di cui decide di scrivere molto tardi: “Tenere a distanza la storia intima richiedeva uno sforzo maggiore che buttarmici dentro.”  

Ne emerge un film che suona giusto dall’inizio alla fine: generoso, pudico, un’esperienza nella quale lo spettatore non si sente mai manipolato. Un film che si interroga sulla vocazione, che chiede cosa succede quando si rimuovono la giacca, il camice e le barriere protettive. Marthe Keller interpreta una madre radiosa con una rara forza interiore, che cerca di riportare il figlio dalla parte dell’esistenza. 

Anne Delseth
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