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Il fallimento tragicomico della virilità

Il fallimento tragicomico della virilità

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Secondo lungometraggio cinematografico del videasta e pornoattore HPG (Hervé Pierre Gustave), Les Mouvements du bassin segna il passaggio di questo artista polivalente e inclassificabile dall’autofiction alla finzione. HPG abbandona infatti l’universo pornografico e diaristico per creare una storia e dei personaggi.

Per la prima volta, si confronta con un ritratto femminile, una donna forte e determinata, che vuole a tutti i costi avere un bambino. È anche la prima volta che il cineasta lavora con attori affermati: Rachida Brakni, Joana Preiss ed Eric Cantona, tutti eccellenti.

Ciò che garantisce la continuità fra il personaggio qui interpretato da HPG (un marginale patetico e solitario che suo malgrado innesca un dramma) e le apparizioni dell’artista nei suoi precedenti lavori è questo corpo grottesco, squilibrato, la cui poesia si esprime nel passo di danza o nei gesti delle arti marziali.

Imperniato sul tema dell’assunzione della paternità, Les Mouvements du bassin, favola tragicomica in chiave crudele, assurda e senza appello, è paradossalmente il film più autobiografico dell’autore. Pessimista, profondamente cupa, la pellicola testimonia il fallimento della virilità e, al contrario, narra il trionfo della femminilità.

Qui la donna è forte, capace di superare grandi prove; e il pensiero torna a certi film di Marco Ferreri (La Dernière Femme, Il futuro è donna, presentati a Locarno nell’ambito dell’omaggio a Ornella Muti) nonché, e naturalmente, a Charles Bukowski (Storie di ordinaria follia).

Olivier Père

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