News from the Locarno Festival
 

Sebastián Lelio e Paulina García di Gloria

Sebastián Lelio e Paulina García di Gloria

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Sebastián Lelio (regista)

Il film è uscito in maggio in Cile ed è stato un successo di pubblico e di critica, molto più di quanto avessimo immaginato; inoltre Gloria è entrata nell’immaginario sociale e se ne è parlato molto (e ancora se ne parla). È stato molto stimolante accompagnare il film ed essere testimone del suo percorso. Uscirà settimana prossima in Inghilterra e a fine anno sarà distribuito negli Stati Uniti e in 45 paesi; noi l’accompagneremo.

Abbiamo sempre saputo che il film sarebbe finito con una scena di ballo. Cercando il nome del personaggio mi è stato suggerito Gloria, ma a me non piaceva perché ricordava troppo il film di John Cassavetes Gloria. Poi però mi hanno fatto sentire l’omonima canzone di Umberto Tozzi e ho capito che era perfetta per il finale, mi sono immaginato la protagonista che balla a questo ritmo e il suo nome che appare sullo schermo...

Pablo e Juan de Dios Larraín hanno prodotto Gloria come anche la mia opera precedente, El año del tigre: abbiamo vissuto insieme l’avventura del cinema e siamo cresciuti molto.
Credo che nel film la vista sia un tema molto importante e ricorrente; in questo senso gli occhiali di Gloria sono fondamentali. È quindi significativo che nella scena finale lei vada a ballare senza: significa che sta vivendo un momento in cui si trova connessa alla propria interiorità, si sta guardando dentro e quindi gli occhiali non servono. È come se stesse ballando la sua esistenza.

Credo che non faccia parte della mia giurisdizione spiegare il significato del film; la mia opinione non conta. Detto questo penso che sì, nel finale ci sia l’idea che una persona possa bastare a sé stessa. Però il tema centrale è quello della libertà individuale.

I miei quattro film si pongono tutti in dialogo con la società cilena; per esempio in Gloria l’importanza dell’ambito visivo è un retaggio della cultura dell’America del Sud. Se c’è un’idea sovversiva nel film è quella di guardare a un personaggio dimenticato da una società che pone come valore centrale la gioventù. Credo anche che Gloria abbia delle assonanze con il malessere del Cile – penso ai suoi problemi sociali e alle manifestazioni studentesche. Nel film la stessa carica di protesta che si manifesta nelle masse viene incarnata da Gloria.

Sono molto contento d’andare in Piazza Grande. Quando venni a Locarno con El año del tigre ebbi modo di vederla e l’apprezzai molto; ora vedervi proiettato il mio film è molto stimolante, sono ansioso.

Paulina García (attrice)

Sebastián Lelio è un regista molto inquisitorio ed impassibile (in senso positivo!). Ha cercato di affrontare il lavoro da più punti di vista ed è stato capace di creare tra noi un rapporto molto stretto, che era richiesto dal film e dal personaggio di Gloria; per riuscire a farmela interpretare al meglio doveva prima capire come fossi fatta io. Noi ci conoscevamo ma non eravamo particolarmente amici; abbiamo dovuto compiere un percorso per avvicinarci e capire in che luogo trovare Gloria.

Dopo l’Uragano Gloria la mia vita è cambiata solo in parte. Abito sempre nella stessa casa con lo stesso marito, per fortuna… No, salvo gli scherzi la mia vita continua come prima, anche perché il Cile è il Cile e fa sì che si resti sempre coi piedi per terra. Non è Hollywood: nel mio paese il lavoro artistico è frutto degli sforzi e dell’impegno di persone che faticano molto per realizzare i loro progetti.

Sara Groisman

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