News from the Locarno Festival
 

Critic's Verdict

What’s Your #Locarno69 Favorite of All?

Critic's Verdict

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Cristina Trezzini, RSI, Switzerland

Mister Universo – Tizza Covi & Rainer Frimmel

Porto via nel cuore un piccolo/grande film: Mister Universo. Un commovente documento su un mondo precario e marginale, quello dei piccoli circhi, dipinto a quattro mani con estrema partecipazione da Tizza Covi e Rainer Frimmel.

 

Antonio Mariotti, Corriere del Ticino, Switzerland

Le Ciel attendra – Marie-Castille Mention-Schaar

Un film che ci parla della fragilità degli adolescenti di oggi e che ci fa riflettere sulla fragilità degli adolescenti di ieri e, soprattutto, di domani.

 

Ugo Brusaporco, laRegione, Switzerland

Jeunesse – Julien Samani

Ho trovato importante il film Jeunesse, un’opera prima che racconta un viaggio iniziatico e che diventa per lo stesso autore esperienza fondamentale per il suo futuro. Il film tratto da Conrad trova nella produzione di Paulo Branco un prezioso servizio alla nascita di un regista di cui sentiremo parlare ancora.

 

Francesca Monti, Giornale del Popolo

Dao Khanong – Anocha Suwichakornpong

Un film che riesce a raccontare la complessità della Thailandia. Un inno alla capacità del cinema di ricomporre le contraddizioni della Storia.

 

Marco Zucchi, RSI, Switzerland

Interchange – Dain Iskandar Said

Il film che più mi ha sorpreso, caratterizzato da una grande perizia tecnico-cinematografica. Originale nel combinare generi occidentali come la detective story con elementi soprannaturali e riti ancestrali, crea il perfetto equilibrio tra due anime apparentemente in antitesi.

 

Florian Keller, WOZ – Die Wochenzeitung, Switzerland

O Ornitólogo – João Pedro Rodrigues

Spacing out when the drugs are gone: wildly sophisticated and profoundly silly, O Ornitólogo is one of the weirdest survival thrillers in recent memory.

 

Selim Petersen, SRF, Switzerland

Where Is Rocky II? – Pierre Bismuth

Perché il premio Oscar Pierre Bismuth con questo originale documentario ha inventato un nuovo genere: la fake fiction. Il suo raffinato film fa solo finta che il suo materiale sia fittizio.

 

Michael Sennhauser, SRF, Switzerland

Inimi cicatrizate (Scarred Hearts) – Radu Jude

Il romanzo ambientato in sanatorium di Blecher, malato di tubercolosi ossea, trasposto in montagna magica kafkiana, come miniatura storica della Romania degli anni Trenta. Anche un cuore cicatrizzato può battere.

 

Christian Jungen, NZZ am Sonntag, Switzerland

Le Ciel attendra – Marie-Castille Mention-Schaar

Un dramma che ha il polso della situazione, mostrando come delle giovani donne vengano reclutate per la Jihad da dei fanatici. Magistrali recitazione e mise en scène.

 

Matthias Lerf, SonntagsZeitung, Switzerland

Vor der Morgenröte – Maria Schrader

Nel film su Stefan Zweig tutto si incontra: letteratura e poesia, spettacolo e lingua, melancolia e attualità politica – un colpo di fortuna per il cinema.

 

Pascal Gavillet, Tribune de Genève, Switzerland

O Ornitólogo – João Pedro Rodrigues

There are some mutations caused by unexpected encounters that cement narrative. A radicality ongoing in a story drawed on the crossroads of mythologies. A sometimes extreme surrealism on which the filmmaker punctuates his narrative, as if he wanted also to have some fun. Having fun and losing himself. And finally, a mad decay which seems to be one of the keys of a film that constantly seeks to escape. But is it not for this, that we love it?

 

Antoine Duplan, Le Temps, Switzerland

Vor den Morgenröte – Maria Schrader

For the excellent formal approach to an intensely melancholic destiny.

 

Stéphane Gobbo, L'Hebdo, Switzerland

Inimi cicatrizate – Radu Jude

After two excellent films in Cannes, further proof of how riveting contemporary Romanian cinema is.

 

Nicolas Bauche, Positif, France

Estilhaços – José Miguel Ribeiro

A creative and complex father-son short film that reveals the shortages of filial love and the scares of recent portuguese history. Animation at its very best!

 

Thomas Sotinel, Le Monde, France

Inimi cicatrizate – Radu Jude

Inimi cicatrizate si distingue per l’intelligenza e la forza con cui Radu Jude intreccia tragedia individuale e collettiva. Le scelte di una mise en scène rigorosa e opportuna conferiscono al film la forza di un ricordo ritrovato.

 

Giorgia Del DonCINEUROPA, Belgium

Cahier africain – Heidi Specogna

Cahier africain is characterized by a cruel beauty which insinuates under our skin and stays there, for a long time. Heidi Specogna gives her characters a dignity which seemed to be lost forever.

 

Muriel Del Don, CINEUROPA, Belgium

O Ornitólogo – João Pedro Rodrigues

O Ornitólogo è un film che colpisce violentemente, tra opulenza barocca e intimità esacerbata. Un’esperienza mistica e sensuale che non si vorrebbe avesse mai fine.

 

Ariel Schweitzer, Les Cahiers du cinéma, France

Spotkania w mroku – Wanda Jakubowska

Wanda Jakubowska’s film from 1960, part of the German retrospective, deals very coureagely with the them of German guilt, in a way which annonce, 10 years befor it really emerged, the new German cinema of Fassbinder, Kluge and Wenders. Generally speaking, the German retrospective was for me the most excting event in this year's edition.

 

Rüdiger Suchsland, Berliner Zeitung, Germany

Hermia & Helena – Matías Piñeiro

Un magico sogno cinematografico di mezza estate con più di un pizzico di Rohmer e un soffio di Woody Allen – narra di Shakespeare e di amore, donne indipendenti e la pressione del loro ambiente.

 

Hannah Pilarczyk, Spiegel.de, Germany

Inimi cicatrizate – Radu Jude

La camera è fissa come il corpo del protanista, ma le immagini di Jude si si susseguono in modo emozionante e brillante come nella testa di Blecher. Rinunciando a ogni psicologizzazione, Jude riesce in ciò in cui molti ritratti cinematografici si rivelano manchevoli: rende accessibili sia le circostanze di vita sia l'opera di un artista. Un'eccezione da ogni punto di vista. 

 

Barbara Wurm, taz, Germany

Rosen blühen auf dem Heidegrab – Hans Heinz König
Beduino – Júlio Bressane

2 x visual ecstasy and pure precision: lost innocence in the German bog vs. mineral-water-cumshots in Brazileiro-Freudo-land, neo gothic vs. neo barroque, Heimat-as-horror-film vs. scenes from a meta-mytho-relation.

 

Giancarlo Zappoli, MYmovies.it, Italy

Mister Universo – Tizza Covi & Rainer Frimmel

Per la capacità di raccontare la realtà attraverso la finzione, sapendo mantenerne l’autenticità.

 

Nicola Falcinella, la Provincia, Italy

La natura delle cose – Laura Viezzoli

Perché fa immaginare la libertà che può avere un uomo immobilizzato in un corpo malato di SLA.

 

Alessandra Levantesi, La Stampa, Italy

Le Ciel attendra – Marie-Castille Mention-Schaar

Direi Le Ciel attendra di Marie-Castille Mention-Schaar, per l’ottica inedita con cui approccia un tema allarmante e attuale e per lo stile naturalistico e anti-melodrammatico con cui lo traduce sullo schermo.

 

Mariarosa Mancuso, Il Foglio, Italy

The Girl With All the Gifts – Colm McCarthy

Fantascienza intelligente e non buonista, mette in guardia – ed era ora – dai pericoli del dialogo.

 

Maurizio Porro, Corriere della Sera, Italy

Correspondências – Rita Azevedo Gomes

Il film che ho preferito, per sua qualità cinefila e umana e anche per la fiducia nel cinema fluviale e romanzesco, è Correspondências di Rita Azevedo Gomes perché riesce a fare un cinema poetico vitale e parla di cose che oggi ci stanno a cuore come la fuga, l'esilio e, naturalmente, il potere della memoria. Ed è anche un segno di una folta rappresentanza portoghese quest'anno.

 

Víctor Esquirol Molinas, El Mundo, Spain

El auge del humano – Eduardo Williams

Strong and fast like a computer virus, Eduardo Williams directed El auge del humanowhich is probably the most hypnotic, terrifying and precise portrait of youth (and, more generally, of mankind) in the age of big data. His first movie is the one which many other people tried to make during their whole lives.

 

Antonio M. Arenas, Revista Magnolia, Spain

La idea de un lago – Milagros Mumenthaler

Echoes from Lorca, Erice, Tati... Beyond magical realism, Milagros Mumenthaler finds new ways to deal with memory, bringing back the disappearances during Argentina’s military dictatorship from the eyes of girlhood, thinking over the relationship with our beloved ones in such an intimate as universal way. A masterpiece.

 

Eulàlia Iglesias, Caimán – Cuadernos de Cine, Spain

La idea de un lago – Milagros Mumenthaler

It moved me deeply its intimate approach to a missing father and to the absence of memories of him. And for its capacity to recreate the mood of the childhood summers.

 

Allan Hunter, Screen International, UK

Slava – Kristina Grozeva & Petar Valchanov

It delivers on the promise of their previous film Urok (The Lesson), offering another gripping portrait of a Bulgaria crippled by corruption and the lack of common human decency. The duo have a rare ability to make accessible, politically charged drama.

 

Stas Tyrkin, Komsomolskaya Pravda Daily, Russia

Mister Universo – Tizza Covi & Rainer Frimmel

Improvisational, heartfelt and built around the real people playing a story that easily could be theirs own. The directing duo are maestros of neorealism of the XXI century. A triumph of filmmaking and therefore triumph of life.

 

Mehmet Basutçu, Cumhuriyet, Turkey

Le Ciel attendra – Marie-Castille Mention-Schaar

La mia scelta va a un “film citoyen”, nel senso usato da Jean Vilar per il teatro. Un cinema del reale che osserva con sensibilità la complessa realtà che ci dispera, per cogliere meglio la gravità della minaccia che pesa su tutta l’umanità. Un film necessario, intellettualmente e politicamente onesto.

 

Minou Moshiri, IRAN NEWS daily, Iran

Al Ma’ wal Khodra wal Wajh El Hassan – Yousry Nasrallah

In our dehumanized world of vulgar politics where only money talks, what an utter delight to see the great Egyptian filmmaker Yousry Nasrallah gleefully go beyond politics, censorship and dreary realism to celebrate the joys of life: love, food, scents, laughter, dancing, sensuality. The last film of the Maestro is a gem.

 

Ahmed Shawky, Filfan.com, Egypt

Destruction Babies – MARIKO Tetsuya

It's really astonishing how courageous is Mariko Tetsuya's new film. An in-your-face story about how violence could evolve, told in the most violent scenes we saw in years. In Destruction Babies we discover how violence can sometimes be humorous and even poetic.

 

Diego Batlle, La Nación, Argentina

O Ornitólogo – João Pedro Rodrigues

My favorite film is O Ornitólogo, the always surprising ‘Pasolini-type’ western by João Pedro Rodrigues.

 

Rui Martins, Correio do Brasil, Brazil

Cessez-le-feu – Emmanuel Courcol

Cessez-le-feu, directed by Emmanuel Courcol, for having showed the cruelty and the horror of the war, leaving its marks on future generations.

 

Neil Young, The Hollywood Reporter, USA

El futuro perfecto – Nele Wohlatz

My favourite from the festival is El futuro perfecto by Nele Wohlatz, for its witty and elegant re-imagining of cinematic "language".

 

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