Film

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50'  ·  v.o. Senza dialoghi

Dai 3 ai 99 anni.


 


Questi cinque cortometraggi realizzati tra il 1943 e il 1973 sono presentati in ordine cronologico con lo scopo di dare la misura dell’evoluzione e della diversità del genio del suo autore. Dalla fantasia impertinente degli inizi alla Jacques Prévert, co-sceneggiatore di quasi tutti i suoi film, le opere nel corso degli anni diventano sempre più apertamente politiche, mentre il tratto si fa essenziale e tende verso l’astratto. L’ultimo film di Paul Grimault, Le Chien Mélomane (1973), sintetizza meravigliosamente lo spirito dell’autore: le imprese di guerra si chiamano PAX, l’arma nucleare è un violino, la distruzione una melodia ed è un “netturbino nero” che spazza via il disastro.

Ma lasciamo la parola a uno dei suoi più grandi ammiratori, un altro genio del cinema di animazione, regista tra gli altri di La tomba delle lucciole (1988), Souvenirs gouttes à gouttes (1991) o Pom Poko (1994) – tutti capolavori – nonché fondatore con Hayao Miyazaki del mitico Studio Ghibli: Isao Takahata. Takahata ha sempre dichiarato che vedere La Bergère et le ramoneur nel 1952 (la prima versione di Le Roi et l’oiseau, che Grimault non riconobbe sua) gli fece capire che questo avrebbe fatto nella vita».

Isao Takahata, da www.bfi.org.uk:
«I personaggi nelle immagini prendono vita e cominciano a vivere una vita vera – interessantissimo! Da studente ero ossessionato dal film di animazione La Bergère et le ramoneur (1952), precursore di Le Roi et l’oiseau (1980). Se non avessi visto quel film, non avrei mai nemmeno immaginato di entrare nel mondo dell’animazione.

Coloriture raffinate e ricercate prospettive che creavano una dimensione fantastica, tutta una serie di idee impreviste, una caratterizzazione spettacolare, l’intensa verticalità del mondo, un umorismo unico: La Bergère et le ramoneur andava molto oltre le idee acquisite dell’epoca, e con le sue sorprese e novità mi ha mostrato le potenzialità dell’animazione.

Ne ero ossessionato non soltanto per l’eccellenza della realizzazione ma anche perché mi resi conto che quelle idee e immagini inedite non erano soltanto una fantasia o un divertissement, bensì un mezzo trasversale per raccontare la difficile e dura realtà della storia moderna.

Non era solo una vecchia fantasia rivoluzionaria mirata a illustrare la liberazione dalla dittatura e dall’oppressione; sono i particolari apparentemente contraddittori e assurdi che celano la tragica verità della “Storia” e del “popolo” del Novecento. L’autore dice alla nuova generazione di esserne consapevoli, e di fare attenzione alla “trappola” tesa da questo mondo».

– Lili Hinstin

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