News from the Locarno Festival
 

Mike Cahill, Mia Hansen, Lola Créton, Sebastian Urzendowsky

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Another Earth – Concorso internazionale

Mike Cahill, director

“The idea of the movie comes from a simple question: what would happen, if we meet ourselves? Which feelings would we feel? We live a lot of external relationships – with our family, our partners, our friends. But there is only one internal relationship, for example when we talk in front of the mirror feeling a particular empathy. The whole story is based on this concept.”

“I was particularly interested in emotionality, in the feelings involved in the story. I asked myself: if I meet myself, would I like that person? Or, as in the movie: would I forgive that person? In my case, I have to say that I am very curious about creativity, so if I’d meet myself I would ask something about the movies I am making.”

“We had enough money to do what we wanted to do, but we had to use a lot of creativity, for example when we had to shoot a car crash really showing it. Many Sci-Fi movies rely on computer graphics and they have huge budgets, but we preferred to focus on characters and their emotionality; then, our budget was wealthy enough.”

“This is the first feature after my documentary experience. I think that this sort of background gives you many advantages. For example, I took confidence with the craft, but I also started to feel comfortable capturing magic moments on the fly. And then I learned an interesting fact: real human emotions are peculiar, strange and notclichés. When somebody is faced with death, he or she could laugh instead of crying. Emotions are stranger than we think because they are authentic. However, fiction films have a characteristic that documentaries cannot reach: they allow me to control where the story is going. And this is beautiful.”

Un amour de jeunesse – Concorso internazionale

Mia Hansen-Løve, regista

“Non mi piace fare film per dire banalità, cerco di dire cose profonde raccontando fatti semplici. Non si può parlare dell’umanità in generale, ma piuttosto dare un proprio sguardo specifico, individuale. L’universale passa sempre attraverso l’individuale.”

“È possibile amare due uomini contemporaneamente, ma in modo diverso? Questo è il nocciolo del film, a cui non posso dare una risposta definitiva. Io personalmente credo sia possibile, ma i miei film sono molto sfumati e non danno mai una risposta certa, bianco o nero. Comprendere la vita significa anche cercare di comprendere questi paradossi.”

Lola Créton, attrice

“Non ho pensato al personaggio che interpreto, quello di Camille, come ad un’egoista. Però, da qui a dire che l’amo…. diciamo che ci sono degli elementi del suo carattere che mi sfuggono, come per esempio la sua visione della vita, delle cose, dell’amore…”

Sebastian Urzendowsky, attore

“Riguardando il film ho scoperto di avere qualche difficoltà col mio personaggio… durante la lavorazione del film Sullivan mi piaceva, anche se nella fase di casting avevo chiesto se il suo amore fosse sincero, o se invece mantenesse la sua relazione con Camille per puro tornaconto personale. Mentre giravo l’ho interpretato pensando che fosse veramente innamorato di lei, mentre invece guardando il film l’ho trovato molto elusivo, ho riscoperto questo dubbio…”

Magne-Håvard Brekke, attore

“Non so cosa voglia dire essere un attore, perché c’è una tale comunanza tra l’attore e l’essere umano. Faccio questo lavoro da vent’anni, e ho scoperto sempre di più la presenza di elementi artigianali in questo mestiere. Sono gli incontri che contano, come quello con la troupe del film, che ha dimostrato grande generosità ed intelligenza, lavorando con grande entusiasmo a questo progetto.”

 

Attack the block – Piazza Grande

Joe Cornish, regista

E.T.GremlinsI guerrieri della notte, sono questi i miei modelli. Amo quando realtà e fantasy si uniscono. In fondo gang ed extraterrestri fanno parte entrambi del mio immaginario”

James Wilson, produttore

“E’ un low budget che sembra un blockbuster, ce l'abbiamo fatta. Mi piaceva l'idea di un ambiente contemporaneo metropolitano britannico mischiato alla fantascienza, una contaminazione che rendeva migliore il mix tra il realismo sociale inglese e il cinema di genere, mi sembrava doppiamente iconoclasta. Certo, è un film con cui abbiamo corso molti rischi: era l’esordio di Joe, abbiamo scritturato attori non professionisti e girato di notte. E molto altro”

Joe Cornish, regista 

“Sono cresciuto a circa 4 minuti a piedi da dove abbiamo girato, a Londra. Come il mio principale attore sono cresciuto in un block (sorta di banlieue, di quartiere- comprensorio di periferia- ndr) e abbiamo comunque avuto un’infanzia tranquilla. Certo che in Attack the block c’è satira sociale ma  anche grande amore per le persone di tutte le religioni e le razze- abbiamo 11 personaggi principali di ogni etnia- è un film sincero e non cinico, non perdona ma dà possibilità di redenzione. E anche per questo dalle persone del block in cui è stato girato è stato preso con grande affetto. Amo Lindsay Anderson e il suo modo sfaccettato di fare cinema, ho voluto mostrare anche le contraddizioni di un luogo che conoscevo bene. Poi un film del genere, comunque, non va preso troppo sul serio: è pur sempre un fumettone con grossi alieni dai denti fosforescenti!”.

“Il film nasce da un'aggressione da me subita, molto simile a quella che descrivo all’inizio della pellicola. Mi sono trovato di fronte a un cliché e ho iniziato a studiare i perché di tutto questo. E invece di odiare il mio rapinatore ho imparato ad amarlo”.

“Non avevamo i soldi per fare al computer le nostre creature aliene- e poi quelle al pc son tutte uguali, ormai a Hollywood sembra che ci sia un unico mostro per tutti- e volevo un effetto che fosse una combinazione di effetti pratici di quelli che piacevano a me in passato. Abbiamo usato pupazzi, stracci e molto altro, oltre al nostro amico Terry, che aveva già lavorato in Avatar, il più bravo al mondo a correre a quattro zampe”

James Wilson, produttore: 

“Quanto è costato il film? Più di Blair Witch Project e meno di Cowboy vs Aliens. Mi sa che è costato meno anche di un loro solo cowboy”.

Joe Cornish, regista

“Volevo l'elemento fisico, non attori che parlavano con un green screen, voglio che il nemico attacchi davvero e l’attore scappi da qualcuno che c’è realmente. Sono felice della presenza di Nick Frost nel cast, lo conosco da anni, abbiamo fatto tv insieme. Sono stato fortunato che abbia accettato, i ragazzi erano molto emozionati dalla sua presenza, anche se lui è uno che non mette barriere. Fa un piccolo ruolo ma grandi cose”

 

Mattia Bertoldi
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