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Le avventure di Doctor Cowboy e Mister Alien

Le avventure di Doctor Cowboy e Mister Alien

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È il blockbuster hollywoodiano più elettrizzante dell’estate e approda in Piazza Grande in prima europea. Cowboys & Aliens, realizzato da Jon Favreau e prodotto da Steven Spielberg, assomiglia al sogno di un adolescente scappato dagli anni Ottanta. L’ondata di nostalgia scatenata da Super 8 e Attack the Block prosegue dunque con questo film che si serve delle tecnologie più moderne per ritrovare la patina dei film di fantascienza della nostra infanzia. Fin dai film di serie B degli anni Quaranta, si è spesso ricorsi alla combinazione di generi per attirare l’attenzione di un pubblico blasé o ghiotto di incontri eccentrici.

Ricordiamo uno strano dittico datato 1996 e firmato William Beaudine in cui Jesse James incontrava la figlia di Frankestein e Billy the Kid affrontava Dracula. Né dimentichiamo i dinosauri che incrociarono cowboy e indiani ne La Vallée de Gwangi due anni più tardi. Ma queste reliquie di un altro tempo, avatar tardivi dei serial del muto, armate unicamente della loro delirante immaginazione, non potevano certo vantare cast stellari e budget da superproduzione.

Diverso il caso di Cowboys & Aliens, che riunisce due icone del cinema d’azione, Harrison Ford e Daniel Graig, nonché una pleiade di attori straordinari: la splendida Olivia Wilde – tanto sexy nei panni della cowgirl quanto nelle tute attillate di Tron: Legacy –, Keith Carradine, Paul Dano, Sam Rockwell…

Il film, che ha l’enorme vantaggio di non essere un sequel né un remake e neppure una storia di supereroi, bensì l’adattamento di un romanzo gotico, propone, come suggerisce il titolo, un gustoso cocktail di spettacolo d’antan (il western, cinema americano per eccellenza) e creature dello spazio ripugnanti come non mai. Preparativi al ritorno della grande avventura.

Olivier Père
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