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Crulic – drumul spre dincolo

Crulic – drumul spre dincolo

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Sono morto e ora vi racconto la mia storia

Un telefono che squilla, la notizia burocratica del decesso, madre e sorella che si precipitano all’obitorio di Cracovia per identificare a fatica quel cadavere, smagrito di 30 chili in pochi mesi, che intanto, dall’oltretomba, inizia a raccontare a ritroso con uno humour cupo la storia della sua vita. Stratagemma narrativo ad effetto, quello del punto di vista di un morto, battuto più volte nella storia del cinema da Sunset Boulevard in su, se non fosse però che Crulic – drumul spre dincolo della regista rumena Anca Damian ci fa slittare in un territorio altro: prima, perché è un film d’animazione e, subito dopo, perché nonostante l’ironia e la distanza della narrazione, ha l’incedere incalzante di un documentario, incentrato su un tragico episodio reale. Quello di Claudiu Crulic, appunto, cittadino rumeno di 33 anni, morto in una prigione polacca a Cracovia dopo un lungo sciopero della fame, unica forma di protesta che ha potuto mettere in campo di fronte a una presunta accusa di furto con cui era stato ingiustamente incarcerato l’11 luglio del 2007. Il tutto immerso in quell’indifferenza circostante che gli ha fatto da tragico scivolo finale in tutto il suo declino fisico. E ad alimentare il contrasto è proprio il gioco a tenaglia che si crea tra questo destino, raccontato attraverso la voce-guida fuoricampo (qui prestata da Vlad Ivanov,  4 Months, 3 Weeks, 2 Days) e il gorgo virtuoso e a volte picaresco delle animazioni in stop-motion che muovono lo schermo. Una sorta di lavagna volante che mette in circolo foto, cartoni, ritagli, oggetti e disegni per cercare di raggomitolare il filo di una vita perduta.

 

Lorenzo Buccella
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