News from the Locarno Festival
 

Festival, rotonda e manifesti

Festival, rotonda e manifesti

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Rotonda, piano superiore, il primo cartello all'uscita dell'autostrada non lascia indifferenti: è bianco, rosso, richiamano forse i colori della bandiera elvetica?, e nero. Ci sono gambe e piedi e scritte che augurano ai quattroruote compatrioti l'uscita degli stranieri dalla Svizzera. Poco più in là due manifesti del Film Festival cercano di compensare.
Verso le otto di sera c'è già l'agente della sicurezza, strisce bianche su gilet arancione, cheguevariano baschetto senza sigaro, che invita gli automobilisti a trovare parcheggio in zona Fevi, magari per assistere alle ultime scene della rassegna Open Doors.

Dopo qualche minuto un conducente ormai appiedato si trova al piano inferiore del medesimo anello, zigzaga tra cibo tibetano, messicano, africano, dimentico del perentorio invito elettorale già pregusta il film di alieni che sta per essere proiettato in Piazza Grande, durante la serata d'apertura. Fortunatamente l'immane mostro aracnoide, tra i compatenti o sollevati applausi dei sinistrorsi spettatori, alla fine della pellicola se ne torna a casa sua, tra i suoi simili. Il pedestre automobilista, ancora ignaro del rassicurante esito del lungometraggio spielberghiano, decide di colmare la fame residua prima di assistere all'esecuzione di piazza. Quest'anno servono la raclette, poco sotto il manifesto blocheriano, siamo in pochi ma ci siamo, dirà qualcuno allontanandosi dallo stand vallesano e raggiungendo la bancarella del pesce trinciato di fresco.

Tommaso Soldini
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