News from the Locarno Festival
 

I razzi segnaletici del Festival

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Una Piazza Grande dai grandi nomi, ancora una volta piattaforma aperta ai film di genere. Un Concorso Internazionale che s’impegna a leggere le ultimissime curve del cinema contemporaneo, alternando registi affermati a giovani cineasti. Una retrospettiva corposa perché gli schermi del passato di un grande autore – classico e sperimentatore, al tempo stesso - come Otto Preminger possano giocare di sponda con le novità dell’oggi. E una nuova sezione, Histoire(s) du cinéma, che si muove con omaggi e documentari sul cinema, nella stessa duplice direzione. Così come duplice si conferma quello sguardo locarnese che sa mescolare aromi cinefili e gusti popolari, sempre pronto a frugare nei più fertili sottoboschi della scena indipendente a livello mondiale.

Questi, se così possiamo dire, sono i razzi segnaletici scelti da Olivier Père per far luce sul panorama cinematografico della 65° edizione del Festival del film Locarno che prenderà il via il prossimo 1° agosto.

Un’edizione che si trasformerà – a immagine e somiglianza della sua piazza principale – in un luogo di scambio e incontro. Il tutto arricchito da una cavalcata di grandi ospiti internazionali che mai come quest’anno spaziano in diversi ambiti del nostro immaginario. Si va da Harry Belafonte a Charlotte Rampling, ma si passa anche per Alain Delon, Jonnie To, Ornella Muti, Valeria Bruni Tedeschi, Gianni Morandi, Vincent Lindon, Krzysztof Zanussi, Ray Winstone, senza dimenticare attori ex-calciatori come Eric Cantona o comici come Renato Pozzetto.

Se poi a questi aggiungiamo i nomi pesanti e premiati di Leos Carax (Pardo d’Onore Swisscom) e il grande produttore Usa Arnon Milchan (Premio Raimondo Rezzonico), il ritratto cosmopolita che esce dal lancio di questa 65esima edizione è quello di un festival che mantiene nel suo dna una vocazione all’esplorazione. Proteso a cercare bussole d’orientamento in tutti quei territori giovani segnati da una continua mutazione. Soprattutto là dove si ridisegnano i confini di passaggio tra pellicola e digitale, finzione e documentario, dimensione intima e respiro collettivo, sfera poetica e presa politica.

Lorenzo Buccella
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