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Romantica e transgender, ma soprattutto lupa

Romantica e transgender, ma soprattutto lupa

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Il cinema fantastico ha spesso funzionato da scatola magica per portare sullo schermo tempeste fisiche e psicologiche scatenate da un colpo di fulmine o dai primi turbamenti sessuali.

Come dimenticare Il bacio della pantera (versioni di Jacques Tournier e di Paul Schrader) in cui la paura femminile della perdita della verginità è associata alla maledizione di trasformarsi nel nero felino? Qui, il caos sentimentale in cui la scoperta del grande amore e soprattutto la rivelazione di una possibile omosessualità gettano la newyorchese Diane (una strepitosa Juno Temple) è tale da indurre trasformazioni corporee che richiamano la licantropia. L’oggetto del desiderio e del turbamento di Diane è la bella Jack (Riley Keough, una rivelazione), giovane androgina – come lo indica il nome.

Il nuovo film di Bradley Rust Gray (The Exploding Girl, 2009), una bella vicenda sentimentale e urbana, sperimenta i piaceri dell’ibridazione e della metamorfosi, in senso stretto e in senso lato. Questa commedia romantica transgender si muove tra realismo e onirismo (le inquietanti sequenze di animazione con il “lupo mannaro” affidate ai fratelli Quay), erotismo e iconografia sentimentale al ritmo della hit del 1983 del gruppo vocale inglese Flying Pickets, “Only You”.

Sembra che quest’anno Kylie Minogue abbia un forte interesse verso il cinema indipendente, perché dopo Holy Motors di Leos Carax (Pardo d’onore Swisscom 2012) la ritroviamo in Jack and Diane nella parte della lesbica tatuata, ben lontana dalla sua immagine di pop star glamour e sofisticata.

Olivier Père
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