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Una linea d’ombra fatti di sci, skater e spray

Una linea d’ombra fatti di sci, skater e spray

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Un trittico di adolescenze che si intreccia e si accavalla nei suoni di fondo delle loro solitudini. Lo sfrigolio degli sci, lanciati nella discesa competitiva di una giovane campionessa (Lara Gut) che cerca di trovare se stessa anche al di là dello slalom tra una bandiera rossa e una blu.

Il raschiare improvviso sul cemento di uno skater (Yanick Cohades) che di colpo si trova costretto a una frenata da un cuore finito in stand-by. O ancora, la bomboletta di uno spray che per un giovane graffitista (Nicola Perot) trasforma i muri della città in un diario all’aperto per le sue irrequietezze. Rimbalza continuamente tra questi tre universi giovanili, differenti per linguaggio ma simili per necessità, Tutti Giù, il film che segna l’esordio al lungometraggio del giovane talento ticinese Niccolò Castelli.

Allacciata da un cordone musicale, la pellicola si mette sempre lì, sulla zona d’ombra in cui i personaggi sono costretti a passare dall’imbuto che separa la giovinezza dalla maturità. Un percorso in solitaria, fatto in mezzo agli altri coetanei, qui ripreso in quel respiro collettivo che fa da pendolo tra le singole persone.

Un viavai per cui successi e sconfitte, così come sogni e paure, non rimangono mai solo un patrimonio individuale. Vale per chi cade sul rettilineo finale di una pista da sci, come per chi deve subire un trapianto di cuore, o ancora per chi diventa vittima della violenza gratuita di un branco.   

Lorenzo Buccella
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