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Incontri e scontri sotto il cielo di Francia

Incontri e scontri sotto il cielo di Francia

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Il cinema di Emmanuel Mouret si nasconde dietro apparenze leggere. Anche quando i personaggi si avvicinano e un’aria di danza sembra trasportarli, qualcosa li trattiene dal formare l’unità perfetta. Questo movimento non poteva che sfociare nel melò, quel genere che «dà voce agli scacchi affettivi, agli atti mancati, ai conflitti non-riconciliabili».

Da un punto di vista tematico, Une autre vie è di una classicità sconvolgente: lei è una pianista tanto brava quanto infelice, lui un elettricista fidanzato da tempo con una ragazza che gestisce un negozio di scarpe. L’incontro tra persone di classi sociali distinte fa pensare alla Hollywood anni ‘50 e il modo antinaturalistico in cui Mouret muove la macchina da presa e i personaggi, disponendoli con estrema cura, giocando tra il cielo del sud e i colori degli abiti, strizza l’occhio al genio di Minnelli.

Le scelte di casting (tutti e tre gli attori sono messi in posizione di pericolo) e la rottura di un filo narrativo unitario contaminano questo universo con qualcosa di più moderno. Sono il viatico per una seconda parte in cui i ruoli si ribaltano, e il titolo del film assume un significato beffardo. Come a ricordarci che il melò non è solo una questione di sentimenti ma piuttosto il campo in cui gli individui lottano contro qualcosa che li oltrepassa.

Carlo Chatrian
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