News from the Locarno Festival
 

Blog del Direttore artistico
Locarno66 Palmarès

Blog del Direttore artistico
Locarno66 Palmarès

Share:

Locarno66 si è chiuso con un palmarès che bene evidenzia lo spirito di ricerca di questa manifestazione.  La diversità messa in avanti in quest’edizione si è rispecchiata in un responso che ha segnalato un regista emergente tra i più originali (Serra), il ritorno di alcuni grandi maestri (Pinto, Yersin), un film che ha riscaldato platea e critica (Short Term 12), un cineasta sempre più a suo agio in un racconto che di film in film indaga le singolarità dei rapporti (e dei sentimenti) tra uomini e donne (Hong Sangsoo) e anche uno tra i film più politici del programma (El Mudo) – anche se la stampa non se ne è praticamente accorta. E’ stata la prima volta di un film spagnolo a Locarno, ma anche il ritorno dopo diversi anni di un film sudcoreano e portoghese.

Historia de la meva mort non è certo un film consensuale, ma un’opera puramente cinematografica, non pensabile al di fuori di questo medium. Difficile da descrivere o da raccontare, senza banalizzarne la portata, il film porta avanti il percorso unico di Albert Serra, regista visionario e intransigente, preciso e libero nelle sue scelte. Il passaggio da Casanova, scheggia incontrollata in una corte decadente e sonnolente, a Dracula, un conte-pastore che riporta alla luce quel legame tra notte, paganesimo e natura che il romanzo di Stoker conteneva solo in nuce, dà adito a varie letture. E’ però a livello visivo che il film sviluppa il suo pensiero. Il film si compone per quadri perlustrati da una macchina da presa attenta a cogliere le sfumature di luce. Venato da momenti di rara potenza e attraversato da una maestosa aria compositiva, Historia de la meva mort è un film unico che sono sicuro riemergerà come un fiume carsico nelle memorie dei suoi spettatori.

E agora ? – Lembra-me è uno di quei regali che il lavoro di selezione a volte offre. Il film ci è arrivato in modo inatteso e subito con il suo mix di dolore e humour ci ha coinvolto. Joaquim Pinto è uno dei grandi fonici della storia del cinema è il suo film si costruisce a partire da una banda sonora capace di accumulare le invenzioni. Film sul cinema e sulla vita che gli sta attorno, capace di collegare Sant’Agostino e l’AIDS, gli incendi che devastano il Portogallo e i ricordi delle collaborazioni con Ruiz o Jean-Claude Biette, E agora? – Lembra-me si è imposto come una delle grandi scoperte di quest’edizione.

Ur i Sunhi è un film in forma di enigma. Al centro vede una giovane studentessa, desiderosa di partire per l’estero e impegnata a gestire tre relazioni con altrettanti uomini. In modo semplice ma efficace Hong focalizza la narrazione sugli uomini lasciando che la figura di Sunhi resti a fluttuare in uno spazio nutrito dalle opinioni altrui. Così Sunhi resta sempre più concupita e sempre più protetta. In fondo al film c’è uno dei principi del cinema: il tentativo di catturare l’essenza delle immagini filmate. Tentativo sempre iterato e sempre destinato al fallimento. Perché le immagini non sono le cose.

Brie Larson (cui è andato il premio come migliore attrice) è stata una delle traiettorie più luminose di quest’edizione. Fin dal suo messaggio al regista in Piazza grande sabato sera, dove lo ringraziava per averle permesso di affrontare direttamente quelle zone d’ombra che al cienma aveva cercato di nascondere, ha dato prova di una sincerità fuori dal comune. L’ovazione (10 minuti di applausi) attribuitale alla fine della proiezione ufficiale ha segnato l’inizio di una love story tra lei il festival che spero avrà modo di proseguire negli anni futuri.

Ho incontrato Fernando Bacilio una sera a una festa. Era solo, appoggiato a una parete. Con la sua espressione immutabile l’ho subito riconosciuto (lui però non sapeva chi ero io). Nel mio spagnolo stentato ho scambiato due chiacchiere: mi ha detto che era venuto a piedi (alla festa) e che era la prima volta in Europa. Il personaggio del giudice a cui viene tolta la parola in El Mudo gli assomiglia: hanno la stessa dirittura morale che si coglie al volo e si traduce in uno sguardo limpido.

Carlo Chatrian
Liens utiles

Follow us