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Apertamente Scarlett

Apertamente Scarlett

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Per accendere i suoi migliori ingranaggi il cinema di Luc Besson ha sempre usato la miccia di una musa ispiratrice. Soprattutto se il fondale di riferimento è quello di un fanta-thriller adrenalinico che si coagula attorno alla figura di un’eroina action-star. Fin dai tempi della battagliera Anne Parillaud di Nikita o della dolcissima Natalie Portman di Léon il regista ha trovato nella figura femminile il veicolo perfetto per la sua idea di un cinema che cerca sempre di essere d’intrattenimento e d’autore, in un mix a volte viscerale, spesso ironico e scoppiettante. Sotto questo punto di vista il percorso che lo ha portato a Scarlett Johansson – nuova icona dell’action-fantasy da quando ha indossato la tuta sexy di Black Widow – è coerente.

Con Lucy Besson prova dunque a riproporre le coordinate della sua visione cinematografica: prima di tutto un canovaccio narrativo “aperto” che gli permetta di lanciare la storia nelle direzioni che preferisce, ottenendo così una libertà espressiva all’interno dei codici del genere. Il tutto condito dall’immancabile spruzzata di comicità corrosiva, tratto distintivo di un regista che col tempo ha imparato a non prendersi troppo sul serio.

La trama di Lucy è incentrata su una ragazza che, dopo un incidente avvenuto in un affare illegale, vede i propri poteri mentali incredibilmente aumentati. Le sue acquisite capacità l’aiuteranno a prendersi la dovuta rivincita su chi le ha fatto del male. Oltre alla Johansson nel cast anche il veterano Morgan Freeman, l'attore coreano Choi Min-sik, protagonista del cult Oldboy di Park Chan-wook e l’emergente Analeigh Tipton, apprezzata in Crazy, Stupid, Love.

Adriano Ercolani
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