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Un Pardo che buca lo schermo

Un Pardo che buca lo schermo

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Realizzare una scultura che catturi l’essenza del Festival: una sfida con cui in passato si sono già misurati numerosi scultori, da Remo Rossi, autore della leggendaria statuetta del Pardo che dal 1968 costituisce il simbolo dell’evento, a Ivo Soldini e Nag Arnoldi. E quest’anno dell’arduo compito è stata incaricata Gabriela Spector, artista argentina che dal 1994 vive e lavora in Ticino.

“Il ruolo di un artista è trasformare un sentimento, un’idea, un concetto in immagine. In questo caso ho dialogato con i miei committenti per riuscire a dar forma ai loro desideri” racconta la scultrice, che ha realizzato molteplici schizzi, disegni e bozzetti in cera per giungere a un’opera che, reinterpretando la figura del pardo, sapesse sintetizzare lo spirito della manifestazione. "A volte il progetto che sembra più semplice è quello che riesce a comunicare nel modo più forte". Il risultato del percorso è una scultura in bronzo che fonde due elementi chiave della manifestazione: "si tratta di una lastra rettangolare da cui emerge la sagoma del pardo. Simbolicamente rappresenta come un film possa uscire dallo schermo per entrare nei cuori".

Il primo esemplare della scultura è stato consegnato dall’autrice al Consigliere federale Alain Berset, nel corso di un ricevimento dedicatogli dal Festival l’8 agosto nella cornice d’eccezione di Monte Verità.

Sara Groisman
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