News from the Locarno Festival
 

Dos disparos

Dos disparos

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Martín Rejtman, regista
“Non volevo realizzare né una commedia né un dramma, però è vero che ultimamente mi sono orientato più verso la commedia, l’umorismo. Privarmi di questo aspetto era un po’ come privarmi del mio lavoro. Procedendo col film mi sono accorto che le situazioni drammatiche non erano poi tanto drammatiche, come quelle umoristiche non erano poi tanto divertenti.”

“L’essenza del cinema per me è l’ellissi: ciò che si mostra è tanto importante quanto ciò che non si mostra.”

“Come il mio protagonista, anch’io suonavo in un quartetto quando avevo 18 anni. Mi piaceva moltissimo. Poi ho fatto il militare, dove ho suonato nella banda. Da lì non ho più toccato uno strumento: non mi è piaciuta la commistione tra esercito e musica. Altrimenti sarei potuto diventare un musicista.”

“È vero, nel mio film manca l’amore… ma manca anche la morte.”

“L’attore che interpreta Mariano, il protagonista del film, seguiva dei corsi di recitazione, ma non è un professionista; l’ho scelto perché mi piaceva il suo aspetto fisico e atteggiamento. Quando abbiamo iniziato a lavorare ero un po’ preoccupato: temevo non si adattasse al mio modo di lavorare, ma lui era un ragazzo brillante che mi ha capito subito.”

Susana Pampín, attrice
“Martín è sempre estremamente attento alla musica delle parole. La sfida per me è capire come farla emergere nei dialoghi. Inoltre mi piace molto la grande eleganza con cui descrive questi personaggi un po’ nevrotici, che non riescono a reagire di fronte a ciò che accade loro.”

Manuela Martelli, attrice
“Dos disparos è stata una sfida perché ho dovuto imparare a suonare il flauto e la cetra argentina. La chiave del film infatti è la musica, che per me ha rappresentato il motore dell’interpretazione: recitare era come suonare il flauto, non contava tanto la psicologia del personaggio quanto la musica delle sue parole, attraverso la quale il personaggio emerge.”

Sara Groisman
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