News from the Locarno Festival
 

Brat Dejan - Una guerra senza fine

“Brat Dejan” - Bakur Bakuradze

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Sia il conflitto che il processo di pacificazione in ex-Jugoslavia sono stati raccontati in numerosi film, soprattutto dal punto di vista dei civili, prime vittime in tutti gli aspetti dei tanti fronti che avevano diviso i Balcani. Bakur Bakuradze, già a Locarno nel 2011 come giurato della sezione Pardi di domani, ed allievo di Marlen Khutsiev, che il Festival premia in questa edizione con un Pardo alla carriera, sceglie un rischioso scavalcamento di campo mettendo al centro di Brat Dejan (Brother Dejan) un colpevole dei massacri: criminale di guerra per i nemici e la giustizia internazionale, eroe per ex-miliziani, irriducibili nazionalisti e nostalgici.

Scomparire è l’unico destino che gli è rimasto, invece diventa protagonista fin dal titolo, come se solo il cinema potesse ancora dar corpo ai fantasmi. Nel mondo del generale la guerra non è finita, non si torna a vivere e a ricostruire sulle macerie, ed è questa la prima condanna: non ancora prigioniero della Corte dell’Aia, lo è del buio in cui si nasconde e soprattutto del recente passato. Fuori il mondo sembra stia cambiando in fretta, la società ha scelto di guardare al futuro, i commilitoni di stringere nuove alleanze, la politica di cogliere inedite opportunità.

Mentre proprio grazie alla scomoda scelta di Bakuradze di guardare a tutto questo dal punto di vista del suo oscuro protagonista, Brat Dejan diventa capace di mostrare che l’orrore non finisce, che la paura non si dimentica, che entrambi pervadono lo spazio del film come quello del set, tanto le inquadrature quanto il fuori campo, il tempo del cinema quanto quello della storia.

Sergio Fant
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