News from the Locarno Festival
 

Pastorale cilentana – L'umanità un giorno

“Patorale cilentana” – Mario Martone

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Solo lo schermo della Piazza Grande, che potremmo definire l’Expo vivente del Festival del film Locarno, avrebbe potuto restituire la verticalità impossibile e l’estrosa gestione fra liquidità dei pixel e ondulazione della struttura del video wall su cui è stato installato nel Padiglione Zero dell’Expo il cortometraggio Pastorale cilentana di Mario Martone.

Il romanzo dell’uomo attraverso il cibo. La memoria dei riti e delle pratiche dell’alimentazione che hanno accompagnato l’umanità, cui Martone risponde con una gemma tutta visiva e sonora (fotografata con trasparenza abbacinante dal grande Renato Berta) che ripercorre le tappe fondanti del rapporto dell’uomo con la natura: caccia, pesca, agricoltura e pastorizia.

Eppure Pastorale cilentana non è solo questo. Intanto, qualcosa andrebbe detto sul Cilento. Terra di miti e leggende, scosse la fantasia di Omero, che portò qui Ulisse ammaliato dal canto delle Sirene; si prese la vita di Palinuro, nocchiero di Enea; ospitò Giasone e gli Argonauti in pellegrinaggio adorante. Difficile pensare che il regista di film come Il giovane favoloso o Noi credevamo, scegliendo la terra cilentana come teatro prediletto, non abbia pensato a queste gesta o a quelle più moderne – ben conosciute da quelle parti – dei moti antiborbonici.

Pastorale cilentana non poteva non venire dopo aver filmato il corpo in fuga di Leopardi. Questo screziato poemetto filmico non è così lontano dall’illusione leopardiana, da quell’idea di naufragio che coinvolge, anzi si genera dall’idea stessa di Natura, per cui la corsa alimentare di un giovinetto cilentano, fra improvvisi squarci d’epoca e strapiombi di luce e primi amori, ha la medesima gioiosa tragicità di chi è costretto ad ammettere il dramma cosmico del Nulla e del Tutto e, infine, ambire all’illusione del vivere.

Lorenzo Esposito
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