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Pardo per la miglior interpretazione femminile: Irena Ivanova – GODLESS

Concorso internazionale

Irena Ivanova

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Al centro dello splendidamente tetro Godless c’è l’interpretazione, stranamente e profondamente toccante, di Irena Ivanova, la cui performance cupamente umana nei panni di Gana domina il ritratto agghiacciante che Ralitza Petrova ci propone di una Bulgaria dove gli anziani vengono sfruttati senza pietà a fini di lucro. Gana lavora come badante, occupandosi di persone in età avanzata che non sono più in grado di prendersi cura di se stessi, e guadagna anche rubando e rivendendo le loro carte d’identità, usate successivamente per commettere truffe di vario genere. Il volto della Ivanova, segnato da uno strano misto di empatia, inganno e rimorso, invita lo spettatore ad un viaggio verso un vivido inferno terrestre, dove qualunque forza superiore è assente da tempo, come suggerisce il titolo schietto ed efficace del film. Pur essendo potenzialmente impossibile da redimere in teoria, Gana resta una presenza affascinante e coinvolgente per tutta la durata dell’opera, e il lavoro cautamente stratificato della Ivanova non passa inosservato, come dimostrano sia la reazione del pubblico alla proiezione ufficiale e la decisione della giuria di assegnarle il premio come migliore attrice. Un risultato calzante per una delle vere rivelazioni del Concorso internazionale, e del 69° Festival del film Locarno in generale. Forse la montagna che si vede nel film è stata abbondata da Dio, ma è indubbio che il paesaggio svizzero abbia goduto di un rapporto reciprocamente vantaggioso con un’attrice dal talento sbalorditivo, una presenza sullo schermo che ha reso gli ultimi giorni del Festival ancora più memorabili del previsto. 

 

Max Borg
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