News from the Locarno Festival
 

La moda, settore strategico per l'economia cantonale

Ticinomoda

Egregio signor Cavadini, come è cambiato il settore della moda in Ticino negli ultimi trent'anni?

I cambiamenti avvenuti a livello mondiale negli ultimi trent’anni nel campo della moda hanno trasformato anche il settore ticinese: si è passati dalla produzione di capi d’abbigliamento a una vera industria e logistica della moda, capace di attirare in loco importanti brand mondiali. Oggi il polo ticinese della moda è diventato un sistema-impresa articolato e coeso, comprendente la produzione, la gestione di marchi e la logistica integrata che permette alle nostre ditte di spedire i loro prodotti in tutto mondo.

 

Nella sua pluriennale esperienza di presidente di Ticinomoda, avrà assistito a traguardi più importanti di altri. Quali ricorda con maggior affetto?

Durante la mia presidenza di Ticinomoda (durata oltre trent’anni e terminata l’anno scorso con il passaggio di timone a Marina Masoni), il comparto ticinese ha dovuto affrontare gli importanti mutamenti avvenuti a livello internazionale. Alcuni hanno avuto delle conseguenze negative per il nostro settore, mentre altri hanno avuto dei risvolti positivi. Negli anni Ottanta, ad esempio, si è verificata una forte crisi finanziaria a livello mondiale che ha investito anche il settore della moda ticinese; alcune ditte si sono viste costrette a chiudere o a dislocare e molte altre hanno dovuto ridurre drasticamente il numero di dipendenti.
Il personale impiegato nel comparto moda è passato così in poco tempo da 9'500 unità a 4’000. Ad avere avuto un effetto benefico per il settore moda – portando a una forte ripresa delle nostre attività – sono invece state
l’introduzione della moneta unica in Europa e in seguito l’entrata in vigore degli accordi bilaterali – che hanno facilitato il commercio con i Paesi membri dell’UE – e l’insediamento di nuovi gruppi internazionali
– attirati dalle buone condizioni quadro del nostro Cantone – che hanno dinamizzato l’economia del nostro territorio.

 

 La moda trova nel cinema uno dei suoi canali più importanti, fondamentali per propagare abiti o accessori che diventano poi dei veri e propri status symbol. Se dovesse sceglierne tre che, secondo lei, hanno lasciato un segno permanente, quali sarebbero?

Il cinema è sempre stato e sempre sarà un grande palcoscenico mondiale per il nostro settore. Alcuni cambiamenti epocali della moda sono stati possibili grazie al grande schermo che ha permesso di veicolarli in modo più semplice e diffuso. Penso in particolar modo alla nascita negli anni Cinquanta del prêt-à-porter o a quando, nel 1963, Mary Quant inventò la minigonna, portando a un cambiamento sociale epocale. Lo stile glamour delle star del cinema, così come quello di sportivi, musicisti e personaggi dello showbiz, continua ad essere fortemente influenzato dai vari stilisti che, per invogliare i consumatori a comprare dai loro marchi, si appoggiano alla popolarità di questi personaggi.

 

In qualità di presidente onorario dell'associazione, come ha accolto la collaborazione con il Festival del film Locarno? Quali sono i valori che questa kermesse e il vostro sodalizio condividono?

L’associazione Ticinomoda collabora con il Festival di Locarno riconoscendo nella manifestazione internazionale del cinema una visione attenta ai cambiamenti sociali e ambientali per un Ticino attivo e aperto al mondo. Questa visione si compenetra bene con quella della nostra associazione che promuove uno sviluppo territoriale responsabile e preparato alle sfide future. 

Mattia Bertoldi
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