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Intervista a Roger Corman

Filmmakers Academy Guest of Honor Award

Intervista a Roger Corman

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Lei è stato il più giovane regista a cui è stato tributato l'onore di una retrospettiva alla Cinémathèque française. Al tempo stesso è famoso per aver lanciato un numero quasi infinito di talenti. È stato difficile alternare la carriera di regista e produttore?

Ci sono delle difficoltà a combinare i due ruoli a causa dei conflitti tra i lavori di regista e produttore. Quando sei un regista, devi concentrare tutta la tua energia sul dirigere. Le responsabilità del produttore sono piuttosto differenti, e rendono complicato fare entrambi i lavori allo stesso tempo. Quindi le sfide sono bilanciate dal fatto che come produttore/regista posso funzionare meglio come autore. Alla fine posso prendere io stesso le decisioni e dar forma al prodotto finale, amo questo tipo di libertà.

 

La sua carriera si espande per oltre sette decadi. Quali sono stati i cambiamenti maggiori nel cinema, e cosa invece è rimasto lo stesso?

Il primo grande cambiamento è che produrre film oggi è più facile che mai a causa delle innovazioni tecnologiche. Equipaggiamenti più leggeri e il non dover girare in pellicola hanno aperto più ampie possibilità di fare film. Il secondo è che la distribuzione in sala è molto più difficile per i film a basso budget. Quando ho cominciato io ogni film decente raggiungeva le sale, ora è più complicato portare prodotti a basso budget di fronte al pubblico. Se il mercato è cambiato in molti modi, l’importanza della creatività e del racconto rimane sempre la stessa.

 

Sua moglie Julie è un produttore acclamato. Chi comanda a casa? E ha mai discusso con lei riguardo il ruolo delle donne al cinema, dietro e davanti la macchina da presa?

A casa comandano i nostri figli. Mia moglie ed io abbiamo discusso il ruolo delle donne al cinema, Julie è molto attiva nel promuoverlo. Io stesso ho aiutato l’inizio delle carriere di molte produttrici, sceneggiatrici, registe, attrici e donne attive in aree tecniche come fotografia, montaggio o sonoro. D’altra parte Julie ancora mi incolpa per il trattamento delle donne nell’Egitto del diciannovesimo secolo!

 

Una delle iniziative di maggior successo nella sua carriera sono stati i numerosi adattamenti da Edgar Allan Poe. Qui a Locarno proietteremo The Masque of the Red Death (La maschera della morte rossa1964), l’esempio perfetto del suo lavoro come regista. Che cosa l’ha attirata di Poe, e si aspettava che qual canone sarebbe stato rilevante cinquant’anni dopo?

Sono stato attirato da Poe a causa del mio interesse per l'inconscio. Sono sempre stato interessato a Freud e alla psicologia. Poe ha esplorato queste idee molto prima di Freud, scrivendo di repressione, desiderio e altri aspetti della psiche umana. Per quanto riguarda il fatto che queste cose siano rilevanti oggi, penso sia la prova della forza dei temi psicologici di Poe. L’orrore è un prodotto dell’inconscio, è vero oggi come lo era cinquant’anni fa.

 

Il premio che Locarno le consegnerà è connesso alla Locarno Filmmakers Academy. Che consiglio vuol dare ai registi esordienti di oggi?

Se possibile, che frequentino una scuola di cinema. Quando ho cominciato in questo ambiente, c’erano pochissime scuole di cinema, poi una generazione di cineasti che le avevano frequentate hanno rivoluzionato l’industria. Se puoi permettertelo è sempre l’opzione migliore. Puoi anche non farlo e cercare di lavorare nei film indipendenti e usare quel lavoro come una scuola – guardarsi intorno, far domande, imparare tutto ciò che puoi. Se nessuna di queste opzioni è praticabile, semplicemente guardate film. Guardate lo stesso film più e più volte per capire come è fatto. Orson Welles diceva di aver visto Stagecoach (Ombre rosse) più di quaranta volte prima di realizzare Citizen Kane (Quarto potere). Leggete libri sui film. E poi cominciate a girare qualcosa di non dispendioso. È più facile che mai fare esperienza sul campo, grazie ai cambiamenti nella tecnologia. Oggi i film possono essere girati con gli iPhone!

 

Massimo Benvegnú
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