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Il nido

Concorso Cineasti del presente

Il nido

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Il piccolo paese di Bucco si prepara alle celebrazioni della Vergine che porta il suo nome, evento religioso che accoglie ogni anno turisti e pellegrini. Cora, interpretata dalla promettente Ondina Quadri, è una giovane ragazza tornata per l’occasione nei luoghi d’infanzia, e aiuta nei preparativi suo padre, che è anche il sindaco del paese. Le visite guidate nei boschi hanno lo strano sapore di quei posti dove la forza della natura non sembra intaccata dal misticismo che le si vorrebbe accreditare. Così già a questo punto, con pochi tocchi, Il nido di Klaudia Reynicke registra delle crepe nell’apparente tranquillità che avvolge la piccola comunità di Bucco. Saverio per esempio, anche lui appena rientrato in paese, non sembra credere al rigore religioso delle celebrazioni, né all’armonica santificazione di questi boschi. Lentamente il film scava nel passato, si tinge di toni cupi, diffonde sospetti. Cora è l’unica a stabilire un contatto con Saverio e a seguirlo nella sua ricerca della verità. La regia accompagna senza fronzoli il progressivo sgretolarsi dei rapporti: in realtà il paese intero nasconde un grave segreto, e piuttosto è attraverso gli occhi di Cora che viene a galla la verità. Tutto il film sembra una sua soggettiva obliqua, quasi non dichiarata, che si interrompe solo quando la ragazza sarà finalmente in grado di mettere a fuoco e di portare a termine il suo personale viaggio interiore e di ribellione. Cora darà le spalle a Bucco, abbandonerà suo padre, anche lui colpevole, dirigendosi forse verso l’età adulta, mentre dietro di lei il paese brucia fra colpa e rimorso.

 

Lorenzo Esposito
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