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Non un semplice film di guerra

Histoire(s) Du Cinema - La sottile linea rossa

Non un semplice film di guerra

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A vent’anni da Days of Heaven il ritorno di Terrence Malick è un capolavoro che non può essere inserito dentro generi cinematografici. Definire The Thin Red Line (1998) come un film di guerra sarebbe un errore enorme, c’è molto di più in esso: lo studio della natura umana, il ritratto elegiaco del rapporto tra uomo e natura, e naturalmente lo spettacolo doloroso della Seconda Guerra Mondiale.

Completamente incapace di seguire una sceneggiatura strutturata – in teoria basata sul romanzo di James Jones – Malick preferisce invece perdersi nel seguire l’anima dilaniata dei suoi personaggi: in questo modo il pubblico cammina con lui in mezzo a uomini i cui corpi sono costretti a combattere, mente la loro natura è radicalmente contro la violenza.

A differenza di Saving Private Ryan di Steven Spielberg (uscito lo stesso anno) l’opera di Malick non cerca il realismo: la visione dell’autore vuole mostrare la bellezza di un paradiso perduto e trasformato in inferno dalla follia umana. La sua idea di cinema è poi perfettamente esplicitata dalla incredibile abilità di John Toll nell’illuminare sia volti che luoghi, trasformandoli in poesia dell’immagine. Il risultato è un film ammirevole nelle scene di battaglia, ma alla fine è il dramma di alcuni singoli soldati a rimanere impresso nella nostra memoria. E nella storia della Settima Arte. 

Orso d’Oro al festival di Berlino, sette candidature all’Oscar incluse miglior film e regia, La sottile linea rossa ha un incredibile cast di attori, tutti disposti a lavorare con Malick anche solo per una sola scena nel montato finale: Sean Penn, Nick Nolte, Woody Harrelson, John Travolta, Ben Chaplin, Elias Koteas, Jim Caviezel e last but not least George Clooney. Un classico antimilitarista senza messaggio. Soltanto il potere stupefacente delle sue immagini.

Adriano Ercolani
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