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Parole di guerra

Sand und Blut – Fuori concorso

Parole di guerra

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Sono molti i film che negli ultimi anni hanno cercato di raccontare i drammatici rivolgimenti che ancora coinvolgono l’Iraq e la Siria affidandosi a quel bacino infinito di immagini fatte circolare in rete come documenti estremi di quanto stava accadendo. Sand und Blut di Matthias Krepp e Angelika Spangel riparte da qui, ma con una complessità e una capacità narrativa di inaspettata energia e novità. Il film è un unico flusso di found footage commentato fuori campo (senza mai mostrarne il volto) da rifugiati iracheni e siriani in un campo nei dintorni di Vienna. La scelta dei materiali è pressoché inedita e sconvolgente e la struttura narrativa potenziata dall’idea semplice di mantenersi cronologici: dall’entrata dell’esercito americano a Baghdad alla guerra contro l’Isis in Iraq; dalle prime manifestazioni pacifiche alla guerra civile e poi etnico-religiosa in Siria. Il film vive di continue accensioni, i rifugiati intervistati riconoscono luoghi della loro infanzia distrutti dalla guerra e addirittura riconoscono se stessi durante i combattimenti. Si stupiscono, si commuovono, analizzano con rabbia e lucidità. La realtà allora si dimostra più estrema del documento che cerca di verificarla, o forse è solo che la verità è custodita nell’intuizione e nei ricordi dei pochi che hanno visto.

Lorenzo Esposito
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