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La corsa del Pardo

I concorsi di Locarno72

La corsa del Pardo

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La cavalcata dei 79. Dal 7 al 17 agosto i quattro concorsi invaderanno le sale di Locarno72 con 50 cortometraggi e 29 lungometraggi. Concorso internazionale, Concorso Cineasti del presente, Pardi di domaniMoving Ahead, le quattro anime del Locarno Film Festival con un Pardo in palio danzeranno in un programma che non lascerà spazio alla noia, per un'edizione che più che mai vuole essere teatro di scoperte, di norme violate, di coraggio, di altri visioni, a costo di essere divisioni.

Superare un confine e forzare un argine come farà nel Concorso internazionale During Revolution, primo lungometraggio di Maya Khoury, del collettivo Abounaddara, opera sul gesto politico all'interno del fragile e caotico teatro del conflitto siriano. Come sempre però Locarno sarà anche terra di ritorni, come quello di Pedro Costa, con Vitalina Varela. Insomma, anche quest'anno il Locarno Film Festival alternerà sguardi noti del cinema contemporaneo come quelli di Koji Fukada, Urlich Köhler e Henner Winckler o Rabah Ameur-Zaïmeche, a Cineasti già acclamati dalla cinefilia internazionale, come Joao Nicolau, Damien Manivel, Eloy Enciso, Rúnar Rúnarsson, Yosep Anggi Noen o PARK Jung-bum. Per poi arrivare ovviamente agli esordi, ai primi passi, alle prime occhiate di autori che in Locarno sperano di trovare una vetrina e una rampa di lancio, come Nadège Trebal, Basil da Cunha, Maura Delpero, Maya Da-Rin, Mina Mileva e Vesela Kazakov.

Altrettanto variopinta e coraggiosa la schiera dei Cineasti del presente, con opere al confine tra documentario e fiction, innesco di un nuovo cinema, di un'altra prosettiva e sviluppo. Tra le brillanti scoperte ecco la seconda opera dell'attrice Jeanne Balibar, Merveilles à Montfermeil, fino al mondo visto da uno taglio a quattro zampe, quello di Laica, il primo cane mandato in orbita (Space Dogs di Elsa Kremser e Levin Peter). E ancora dagli incantati solstizi d’estate dei teenagers americani (Ham on Rye di Tyler Taormina) fino al surreale manifesto femminista Love Me Tender, di Klaudia Reynicke, passando per due diversissimi film africani segno di una cinematografia che continua a generare un altro sguardo (143 rue du désert di Hassen Ferhani e Baamum Nafi di Mamadou Dia).

Poi, al fianco della rinnovata sezione Moving Ahead, lo spazio in cui il cinema viene impastato da zero, risvoltato e proiettato oltre lo sguardo, ecco la stanza delle meraviglie per il pubblico di Locarno, i cortometraggi. In Pardi di domani mezzo centinaio di autori presenteranno con altrettante sfumature i loro primi affacci sul mondo del cinema. Un mondo di cui Locarno72 vuole essere la casa, ma senza pareti.

 

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