La Retrospettiva di Locarno74

Alberto Lattuada

Regista, architetto, fotografo, intellettuale, critico. Ecco chi era, e chi è, Alberto Lattuada, il sorprendente e inafferrabile protagonista di 40 anni del cinema italiano cui il Locarno Film Festival è felice di dedicare la retrospettiva di Locarno74.

Ancora troppo poco conosciuto, raramente ricordato, Lattuada è stato un narratore attento e mai scontato del secondo Novecento italiano, capace di spaziare in tutti i generi". Un autore colto e popolare, di grande successo, che il pubblico di Locarno potrà riscoprire attraverso la sua opera cinematografica dal 4 al 14 agosto.

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Alberto Lattuada è un autore dallo sguardo inquieto e curioso, generoso e politico, in grado di conservare la sua singolarità mettendosi sempre alla prova, sperimentando con i generi, senza mai perdere il rapporto con il pubblico. Riscoprirne l'opera completa significa portare alla luce il segreto meglio custodito del cinema italiano. Un segreto paradossale, affascinante, ancora misterioso.

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Sensualità, bellezza, ambiguità, dominio della forma, perfezionismo e sperimentazione caratterizzano lopera di straordinaria diversità realizzata da un uomo libero, curioso e anticonformista, che oggi è più che mai necessario riscoprire

 

 


Verso Lattuada

Un cammino in pillole verso la Retrospettiva 2021 per scoprire Lattuada insieme a compagni di viaggio in grado di fotografarlo, ognuno a modo proprio. 


Biografia

Alberto Lattuada

Alberto Lattuada, regista, sceneggiatore, produttore italiano, figlio del compositore Felice Lattuada, nasce a Milano il 13 novembre 1914. Nel capoluogo lombardo si laurea in architettura, anche se ben presto il suo interesse vira verso la fotografia e il cinema. Dopo aver sperimentato il ruolo di critico, esordisce dietro la macchina da presa nel 1943 con Giacomo l'idealista, e nell'immediato dopoguerra si avvicina al neorealismo con Il bandito (1946), interpretato da Carla Del Poggio, che diverrà sua moglie, dimostrando in un primo tempo un’adesione del tutto personale a questo movimento, aperta alle contaminazioni e alle influenze del cinema di genere hollywoodiano, con una particolare predilezione per il poliziesco e il mélo, come testimonia il successivo Senza pietà (1948). Allo stesso tempo, anche nelle molte opere di matrice letteraria come Il mulino del Po (1949), Lattuada ha saputo imprimere quell’attenzione all’individuo e alle sue connotazioni sociali che trascende dalla sensibilità neorealista. Negli anni Cinquanta, dopo la co-regia di Luci del varietà (1950) con Federico Fellini, il suo sguardo si è fatto più disincantato e attento all’umanità umiliata dalle dinamiche economiche di quegli stessi anni, tratteggiata con precisione in Il cappotto (1952), La spiaggia (1953) e Mafioso (1962). Allo stesso tempo si è aperto anche al vitalismo e alla sensualità come scoperta di sé che caratterizza le protagoniste di Anna (1951), Guendalina (1957) e Dolci inganni (1960).  

Scopritore di molte giovani attrici, tra cui Catherine Spaak (Dolci inganni, 1960) e Nastassja Kinski (Così come sei, 1978), con i suoi film successivi interpreta lo spirito dell’Italia degli anni Settanta e Ottanta: sono celebri le collaborazioni con Ugo Tognazzi (Venga a prendere il caffè... da noi, 1970), Renato Pozzetto (Oh, Serafina!, 1976) e Virna Lisi (La cicala, 1980).  

La capacità di rinnovarsi con costante freschezza creativa ha portato Lattuada a mettere in scena altri adattamenti letterari, a solcare i territori della satira di costume, del giallo, del film di guerra, fino agli sceneggiati e ai film per la TV, come Cristoforo Colombo (1985) e l’ultimo lavoro, Mano rubata (1989). Nel 1998 dona tutti i suoi materiali d'archivio alla Fondazione Cineteca Italiana di Milano, che aveva contribuito a fondare nel 1947, mentre Carla Del Poggio dona il suo archivio alla Cineteca di Bologna. Lattuada muore il 3 luglio 2005 nella sua casa di Orvieto.

Foto ©Collection Cinémathèque suisse Tous droits réservés


Filmografia

Giacomo l'idealista (1942)
La freccia nel fianco (1943)
La nostra guerra (1945) 
Il bandito (1946)
Il delitto di Giovanni Episcopo (1947)
Senza pietà (1948)
Il mulino del Po (1949)
Luci del varietà (1950) co-directed with Federico Fellini
Anna (1951)
Il cappotto (1952)
La lupa (1953)
Gli italiani si voltano, episodio de L'amore in città (1953)

La spiaggia (1954)
Scuola elementare (1954)
Guendalina (1957)
La tempesta (1958)
Dolci inganni (1960)
Lettere di una novizia (1960)
L'imprevisto (1961)
Mafioso (1962)
La steppa (1962)
La mandragola (1965)
Matchless (1966)
Don Giovanni in Sicilia (1967)
Fräulein Doktor (1969)

L'amica (1969)
Venga a prendere il caffè... da noi (1970)
Bianco, rosso e... (1972)
Sono stato io! (1973)
Le farò da padre (1974)
Cuore di cane (1976)
Oh, Serafina! (1976)
Così come sei (1978)
La cicala (1980)
Una spina nel cuore (1986)

 

 


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