Film

Der siebente Kontinent

(The Seventh Continent)

Un viaggio nella storia del Festival

Austria  ·  1989  ·  DCP 2K  ·  Colore  ·  108'  ·  v.o. tedesco

Proposto da Lav Diaz.
Questo film contiene scene che potrebbero colpire la sensibilità di alcuni spettatori.
On Demand

5-15 | 8 | 2020  ·  Sub. Francese

Disponibile in Svizzera – Available in Switzerland


On Demand

5-15 | 8 | 2020

Available on MUBI for the international audience: film availability varies depending on your location


Screening

venerdì 7 | 8 | 2020, 18:00  ·  PalaCinema Sala 1  ·  Sub. Francese


Screening

sabato 8 | 8 | 2020, 10:00  ·  PalaCinema Sala 1  ·  Sub. Francese


Screening

domenica 9 | 8 | 2020, 17:30  ·  PalaVideo  ·  Sub. Francese

Il film racconta tre anni nella vita di Georg, di sua moglie Anna e della loro figlia Eva. È la storia di una carriera di successo, ma anche del prezzo del conformismo e della miopia mentale. È una storia di famiglia, con tutte le sue conseguenze.

Selezionato da Lav Diaz
Regista di Kapag wala nang mga alon


Non ricordo esattamente l’anno in cui ho visto questo film, il primo di Michael Haneke. Ma so che era la metà degli anni Novanta, forse il ’94, ’95, ’96 o ’97, ed ero a New York. Grande fatica e grandi sogni, quell’epoca, per me, artisticamente e non solo. Vivevo nel ventre, nei sotterranei della grande città, sapendo, sotto sotto, almeno nel mio cuore, che in qualche modo avrei fatto cinema, un giorno. Facevo tre o quattro lavori al tempo stesso, tra cui il principale era lavoro d’ufficio per un giornale filippino. Mandavo tutti i soldi che guadagnavo con questo lavoro a casa, e facevo altri lavoretti per la sopravvivenza e, soprattutto, per perseguire il mio sogno cinematografico e procurarmi le costosissime pellicole 16mm. Nei ritagli di tempo, nel cosiddetto tempo libero o un po’ più libero guardavo film. Camionate di VHS a noleggio erano la mia dieta. Ricordo che mi è rimasta addosso una sensazione di grande paura, dopo avere visto Il settimo continente (1989). La ricordo chiaramente ancora oggi. Era una gelida notte d’inverno e sono andato a prendermi un buon caffè forte e una fetta di cheesecake dozzinale al mio deli arabo-cattolico preferito. La paura che provavo non aveva nulla a che fare con i tipici «trip del terrore» da film horror. C’era, in quel film, una semplicità, un’esattezza nell’addentrarsi negli orrori della vita reale, ed è proprio questo, il punto: la vita in sé è l’orrore. TU sei l’orrore. Il pessimismo è la verità essenziale di questo film; sta a te accettarla o meno. Non c’è scampo da questo inferno chiamato vita. Io, seppur senza rassegnazione, quella verità l’ho accettata.

– Lav Diaz

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Information

Regista

Michael Haneke

Cast

Birgit Doll, Dieter Berner, Leni Tanzer, Udo Samel, Silvia Fenz

Produttore

Veit Heiduschka

Fotografia

Anton Peschke

Musica

Alan Berg

Sceneggiatura

Michael Haneke, Johanna Teicht

Montaggio

Marie Homolkova

Produzione

Wega Film

Distribuzione internazionale

Films du Losange
filmsdulosange.com

Copia

Cinémathèque suisse
info@cinematheque.ch

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