Film

Charles mort ou vif

(Charles, Dead or Alive)

Un viaggio nella storia del Festival

Svizzera  ·  1969  ·  DCP 4K  ·  Bianco e nero  ·  94'  ·  v.o. francese

Proposto da Raphaël Dubach e Mateo Ybarra.
On Demand

5-15 | 8 | 2020  ·  Sub. Tedesco

Disponibile in Svizzera – Available in Switzerland


On Demand

5-15 | 8 | 2020

Available on MUBI for the international audience: film availability varies depending on your location


Screening

sabato 8 | 8 | 2020, 18:00  ·  GranRex  ·  Sub. Tedesco


Screening

domenica 9 | 8 | 2020, 10:00  ·  GranRex  ·  Sub. Tedesco


Screening

lunedì 10 | 8 | 2020, 12:45  ·  GranRex  ·  Sub. Tedesco

Dopo un’intervista televisiva in cui confessa la propria insoddisfazione, l’industriale Charles Dé abbandona la sua fabbrica di orologi e scompare alla ricerca di una nuova vita, libera dai vincoli della famiglia e della società, sulla scia della contestazione sessantottina. Un film-manifesto per la nuova cinematografia svizzera, sospeso tra irriverenza e sgomento esistenziale, capace di intrecciare alla coscienza delle false illusioni una lettura ironica del capitalismo selvaggio di matrice statunitense. Presentato nel 1969 a Cannes durante la Semaine de la Critique, viene consacrato nello stesso anno con il Pardo d’oro a Locarno.

Selezionato da Raphaël Dubach and Mateo Ybarra
Registi di LUX


«Sono come immerso in un bagno di ovatta. Senza vere e proprie angosce. Senza speranze. Rinchiuso nel comfort e nella sicurezza». Charles Dé è a capo di un'importante e austera impresa familiare. Il giorno del centenario della società, si rende conto che il suo tenore di vita borghese e capitalista è l'esatto opposto delle sue passioni di adolescente. In preda a una bufera esistenziale, decide di rompere radicalmente con questo universo per vivere controcorrente. Conosce allora Paul e Adeline, una coppia bohémien con cui condivide un'esistenza libera nella campagna ginevrina. Nel film di Tanner c'è tutta l'energia, la forza ma anche la fragilità di un primo lungometraggio. La fotografia di Renato Berta è grezza, l'interpretazione di François Simone è dissonante. Ma Charles mort ou vif (1969) è soprattutto un film-manifesto, con l'energia del Maggio ’68, in cui si sogna che le banchine del lago Lemano sono diventate un porto scuro come il carbone, con le chiatte nere, in cui si getta un'automobile dalla sommità di una cava di ghiaia, in cui si esprime il proprio malcontento sputando patate e in cui la prosperità svizzera viene criticata in una poesia scolastica. Aprendo la strada al nuovo cinema elvetico con sensibilità e ironia, Alain Tanner è stato capace di descrivere l'energia effervescente di un'epoca in cui bisognava decostruire tutto. Ed è sicuramente in questo che risiede l'affetto speciale che nutriamo per questo film e per il lavoro di Alain Tanner: la poesia come atto di sovversione.

– Mateo Ybarra & Raphaël Dubach

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Information

Regista

Alain Tanner

Cast

François Simon, Marie-Claire Dufour, André Schmidt, Maya Simon, Marcel Robert

Fotografia

Renato Berta

Musica

Jacques Olivier

Sceneggiatura

Alain Tanner

Montaggio

Sylvia Bachmann

Produzione

Groupe 5

Télévision Suisse Romande (TSR)

Distribuzione internazionale

Association Alain Tanner (AAT)

Copia

Cinémathèque suisse
info@cinematheque.ch

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