Film

Rapado

Un viaggio nella storia del Festival

Argentina, Paesi Bassi  ·  1992  ·  HD  ·  Colore  ·  75'  ·  v.o. spagnolo

Proposto da Lucrecia Martel.
On Demand

5-15 | 8 | 2020  ·  Sub. Francese

Disponibile in Svizzera – Available in Switzerland


On Demand

5-15 | 8 | 2020

Available on MUBI for the international audience: film availability varies depending on your location

Derubato della sua moto, il giovane Lucio vaga senza meta per le strade di Buenos Aires, tra sale giochi e negozi di dischi, conversazioni inconcludenti e incontri notturni, mentre progetta a sua volta un furto che allenti la monotonia della sua vita. Presentato in Concorso a Locarno nel 1992 e divenuto nel tempo un amatissimo cult, l’esordio di Martín Rejtman ha rappresentato uno dei riferimenti per l’avvento della new wave argentina: omaggio al cinema di Robert Bresson trasfigurato nel segno di un laconico umorismo, questa elegia della tarda adolescenza diventa l’occasione per lasciarsi alle spalle il doloroso passato di una nazione, e raccontare le contraddizioni del suo presente.

Selezionato da Lucrecia Martel
Regista di Chocobar


Rapado (1992) è stato presentato per la prima volta a Buenos Aires nel 1996. Ne avevo sentito parlare da amici che ci avevano lavorato, un grande privilegio in un’epoca in cui i giovani non giravano film. Ancora prima di averlo visto, il film era diventato una pietra miliare per noi, interessati com'eravamo a raccontare storie con il cinema. Così ho deciso di andare alla proiezione e, per la prima volta, non ho percepito l’estraneità del cinema, ma una sensazione di vicinanza generazionale, pronta a cedere il passo a uno sguardo più intenso ed elaborato sul mondo. Ed era un mondo che, finalmente, somigliava alla realtà, senza tuttavia imporre una mediocre idea di realismo. Le intenzioni dei personaggi incespicavano e le conseguenze delle loro azioni svanivano. La sessualità perfetta che io non riuscivo a vivere nella vita privata e che i film invece raccontavano immancabilmente in Rapado non c’era e la sua bellezza veniva proiettata sulle persone più eccentriche e bizzarre. La gente diventava interessante. La vita non epica era un’avventura straordinaria. E lo stesso valeva per la lingua.

Anni dopo, ho conosciuto Martín Rejtman a un festival dove presentava il suo secondo film, Silvia Prieto (1999), e gli ho subito chiesto di quel modo speciale di parlare che hanno i suoi personaggi. Mi ha risposto con un’affermazione che non potrei confermare: «L’inglese parlato nel cinema nordamericano è un’invenzione, una lingua che non si parla da nessuna parte». Forse non ha detto esattamente così, ma era di certo quello che dovevamo fare noi: inventare lo spagnolo per il cinema. E lui l’ha fatto. Martín ha testato la sua invenzione in Rapado introducendo i suoni che annunciavano l’arrivo di una nuova generazione di registi. Ho scelto questo film perché è meraviglioso. Ma anche per condividere la convinzione di Rejtman, che adesso è anche la mia: bisogna inventare il suono dei personaggi.

– Lucrecia Martel

Share


Information

Regista

Martín Rejtman

Cast

Ezequiel Cavia, Damián Dreizik, Mirta Busnelli, Horacio Peña, Lucas Marty

Fotografia

José Luis García

Musica

Grupo Suárez, Paul van Brugge

Sceneggiatura

Martín Rejtman

Montaggio

Garry Lane

Produzione

A.K. Films

Distribuzione internazionale

Martín Rejtman

Video correlati
Rapado

Rapado