News  ·  15 | 07 | 2021

Un checkpoint della creatività nel sudest asiatico

Open Doors dà appuntamento a domenica 8 agosto per una tavola rotonda con cinque ospiti d’eccezione e un obiettivo: indagare lo status quo creativo nei paesi al centro del triennio del progetto che si chiuderà a Locarno74

In che modo i registi e i produttori del Sud-est asiatico e della Mongolia raccontano le loro realtà sociali, politiche e culturali? Di quali poteri e strumenti artistici hanno bisogno per liberare appieno la loro creatività? Chiudendo il ciclo triennale di attività nel Sud-est asiatico e in Mongolia, la tavola rotonda di Open Doors 2021, - in programma domenica 8 agosto alle 17 al Forum @Rotonda by la Mobiliare - si propone di investigare il rapporto tra il contesto sociale, culturale e politico di diversi paesi dell’Asia sudorientale e le istanze creative di cineasti e produttori che cercano di raccontare tali realtà in maniera indipendente e inventiva. 

Nel corso della discussione moderata da Paolo Bertolin, consulente artistico di Open Doors, particolare attenzione sarà data alla situazione del Myanmar, grazie al contributo dell'Ambasciatore di Svizzera in Myanmar, Tim Enderlin. Grazie alla sua esperienza presso diverse missioni diplomatiche elvetiche nella regione, l'Ambasciatore potrà proporre un inquadramento sull'attuale stato di cose in un contesto regionale più allargato. La conversazione, quindi, sarà indirizzata verso l’analisi di alcuni casi di produzioni regionali che intrattengono un forte rapporto con il contesto socio-politico dei paesi di provenienza. Si partirà dal Myanmar stesso, grazie alla partecipazione dei produttori Corinne van Egeraat e Petr Lom, che dai Paesi Bassi hanno coordinato il progetto intitolato Myanmar Film Collective. Poi ecco gli interventi di registe, produttrici e produttori le cui opere compongono parte del programma della sezione Open Doors Screenings. Per prima, la regista filippina Alyx Ayn Arumpac, il cui Aswang, premiatissimo documentario che racconta le Filippine del Presidente Duterte, è in programma lo stesso giorno; in seguito ecco il racconto del thailandese Mai Meksawan, produttore di Manta Ray di Phuttiphong Aroompeng, opera disegnata sullo sfondo della crisi dei rohingya; e infine le produttrici Mai Nguyen e Nicole Pham, che hanno lavorato con la regista vietnamita Kim Quy Bui alla realizzazione del curioso e insolito The Inseminator. Quindi, in chiusura, spazio agli interventi e alle domande del pubblico e dei professionisti presenti al Forum. 

Tavola rotonda Open Doors: un checkpoint della creatività nel sudest asiatico

Domenica 8 agosto, ore 17:00 - Forum @Rotonda by la Mobiliare
Con
 Alyx Ayn Arumpac (regista, Filippine), Mai Nguyen (produttrice, Vietnam), Mai Meksawan (produttore, Thailandia), Petr Lom (Myanmar Film Collective, Olanda), Tim Enderlin (Ambasciatore di Svizzera in Myanmar)
Modera Paolo Bertolin
La tavola rotonda si terrà in inglese con traduzione simultanea in italiano e francese.  

Open Doors, sezione del Locarno Film Festival e progetto che opera sotto il cappello di Locarno Pro, mira a coltivare i talenti e a promuovere il cinema indipendente dei paesi del Sud e dell'Est del mondo, in collaborazione con la Direzione dello sviluppo e della cooperazione DSC del Dipartimento federale degli affari esteri DFAE.

Il Locarno Film Festival sta seguendo con preoccupazione le recenti vicende politiche del Myanmar e auspica per il Paese il ripristino della stabilità nazionale e la promozione di una società libera, democratica e inclusiva.