News  ·  13 | 08 | 2021

The Insider

Michael Mann | Histoire(s) du cinéma

Image: Courtesy of Park Circus-Disney

La seconda nomination all’Oscar per Dante Spinotti è arrivata per la sua quarta – e a oggi ultima – collaborazione con Michael Mann, una tesissima storia vera basata su un articolo di Vanity Fair sul conflitto tra Jeffrey Wigand e il gigante del tabacco Brown & Williamson (un conflitto talmente recente ai tempi che la sceneggiatura fu valutata attentamente per evitare cause giudiziarie legate ai contenuti del film). Mann e Spinotti portano sullo schermo le zone grigie (letterali e metaforiche) del mondo delle grandi aziende e dei media, con un Russell Crowe all’apice della forma recitativa nei panni di Wigand, l’informatore che svelò le falle etiche dell’industria delle sigarette, e un Al Pacino splendidamente furioso nel ruolo di Lowell Bergman, il giornalista della CBS che si batté per raccontare il tutto su larga scala, in barba agli accordi di riservatezza.

Momenti silenziosi e quasi poetici di grande bellezza estetica affiancano sequenze più frenetiche e sporche, raggiungendo l’apice con una telefonata che rimane uno dei momenti più alti delle interpretazioni ad alto volume di Pacino (che in realtà è molto calmo nella prima parte del film e si fa battere come urlatore da Bruce McGill, il quale ebbe una complicazione intestinale dopo aver girato la sua parte iraconda nella scena della deposizione).

The Insider è grande e misurato al contempo, un film dalla durata imponente che affronta temi pesanti e contemporaneamente opta per un approccio intimo con le interpretazioni, con Spinotti che si serve di una speciale lente australiana per inquadrature che ridefiniscono il concetto dei primissimi piani. Un’opera grandiosa e ambiziosa la cui proiezione locarnese ha luogo all’interno del GranRex, con il direttore della fotografia presente per l’introduzione. E per il pubblico festivaliero c’è un incentivo: la copia è in 35mm, il che significa che la grandissima collaborazione tra Spinotti e Mann sarà vista in tutto il suo splendore originale.

Max Borg