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Ricatti e controricatti transgender

Ricatti e controricatti transgender

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La doppia vita di una transessuale di Manila frullata nei gorghi politici di un’elezione di un paese della provincia filippina. Una vera morsa morale che stringe ai fianchi una protagonista, Sofia, in lotta tra il desiderio di resettare una volta per tutte un trascorso da prostituta e i tentacoli appiccicosi di quel passato ingombrante che tornano continuamente a intaccare il presente.

Partorito come un cortometraggio, poi ampliato fino a raggiungere la dimensione di un lungo, l’opera d’esordio del regista (e attore principale) filippino Vincent Sandoval, Señorita, è il ritratto a tinte noir di un tentativo di liberazione che cozza contro gli stereotipi di uno sguardo altrui che non arriva mai a un completo riscatto. Trasferitasi infatti in un comune di provincia, Sofia cambia nome in Donna e fa da tutrice al dodicenne Tomas (Dominic Milano Palomo) per sopperire alla partenza oltreoceano della madre del piccolo. Questa sua “second chance of life” finisce però ben presto per incocciare quel mulinello di affari e colpi bassi che anima la contesa per l’elezione del sindaco del paese. Là dove Donna scopre che il candidato odiato altro non è che il prestanome di un boss, suo munifico ex-cliente. Quella che potrebbe essere soltanto una slogatura del destino diventa invece il clic d’innesco di una dinamica ricattatoria a doppia mandata che spinge Sofia a un intervento in prima linea.

Con tutto quel passato che è al tempo stesso la sua arma d’attacco più forte e il suo punto debole più esposto. Una doppiezza evidenziata anche dalla scelta registica di contrastare in modo inequivocabile le cose del giorno da quelle della notte. Una divisione tra bianco e nero da cui tutti cercano di trarre il proprio vantaggio senza passare per i grigi compromissori.

Lorenzo Buccella
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