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E in principio, un brivido da poliziesco britannico

E in principio, un brivido da poliziesco britannico

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The Sweeney è l’adattamento cinematografico di una serie poliziesca inglese degli anni Settanta estremamente popolare in Gran Bretagna. La serie mette in scena un duo di poliziotti della volante (soprannominata «The Sweeney» in gergo cockney) della polizia londinese dai metodi poco ortodossi che spesso, nel corso di indagini e missioni difficili, prende le distanze dalla legge: il veterano Jack Regan e il giovane George Carter.

La serie aveva rivoluzionato il genere grazie al realismo, alla violenza e al pessimismo che la animavano, nel solco di noir inglesi quali Carter di Mike Hodges o Il sanguinario di Hickox, che allora trionfavano sugli schermi.

Nick Love (The Football Factory, 2004; Outlaw, nervoso film d’azione su una banda di giustizieri nel 2007) è anche coproduttore di due gioielli del cinema di genere britannico, Bronson e Monsters. Con The Sweeney, Nick Love ritrova la ricca tradizione del film poliziesco inglese.

Dura, tesa, la pellicola si iscrive nel solco dei thriller «hard boiled» che non hanno nulla da invidiare ai loro omologhi americani; lo dimostra l’impressionante scena della sparatoria tra gangster e forze dell’ordine dopo una rapina nel cuore di Londra, che inevitabilmente richiama quel pezzo da antologia che è Heat – La sfida di Michael Mann.

Ma il fiore all’occhiello di The Sweeney resta l’interpretazione di Ray Winstone, nella parte del protagonista Jack Regan. Questo cockney purosangue dall’imponente statura si è fatto conoscere all’età di 22 anni, nel 1979, comparendo in due film culto del cinema inglese: Quadrophenia di Franc Roddam, sui mods di Brighton (musica degli Who) e soprattutto Scum, il capolavoro di Alan Clarke, in cui interpretava un giovane delinquente incarcerato in un riformatorio disumano.

Olivier Père
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